Catania, controlli interforze contro i furti di energia: 12 denunce della Polizia di Stato

Stretta sui furti di energia elettrica a Catania, la Polizia di Stato denuncia 12 persone tra Nesima e Cibali. Operazione congiunta con i tecnici di E-Distribuzione in viale Mario Rapisardi e nelle zone limitrofe; scovati allacci abusivi in dieci abitazioni e in un salone di parrucchiere dove il collegamento era occultato nel controsoffitto.

La Polizia di Stato ha coordinato una vasta operazione di controllo nei quartieri di Nesima e Cibali finalizzata al contrasto dell’approvvigionamento illecito di corrente elettrica. Gli agenti del Commissariato di Nesima, supportati dai tecnici specializzati di E-Distribuzione, hanno effettuato verifiche capillari tra viale Mario Rapisardi e le aree comprese tra via Cantone, via Maltese e via Maratona, individuando numerosi allacci fraudolenti alla rete pubblica.

Allacci diretti e manomissioni nelle abitazioni

Le ispezioni hanno portato alla denuncia in stato di libertà di 12 persone. In particolare:

  • Zona Cibali: scoperte 9 abitazioni alimentate tramite un allaccio diretto abusivo al quadro centralizzato di E-Distribuzione. Tra i denunciati figurano sette cittadini catanesi, una donna di Acireale, un cittadino gambiano e una cittadina tunisina.
  • Viale Mario Rapisardi: rilevata la manomissione di un limitatore di potenza attraverso un foro nella bobina di sgancio, che permetteva a un 46enne di prelevare energia senza limitazioni e in assenza di contratto.
  • Via Ammiraglio Caracciolo: denunciata una donna di 53 anni per un analogo collegamento irregolare che alimentava la propria residenza.

Il caso del parrucchiere a Nesima

Sempre nell’ambito dei controlli a Nesima, l’attenzione degli agenti si è concentrata su un esercizio commerciale. All’interno di un salone di parrucchiere, i tecnici hanno riscontrato un consumo anomalo di energia: un’ispezione approfondita ha permesso di rinvenire un allaccio abusivo alla rete pubblica abilmente occultato nel controsoffitto dei locali. Il titolare dell’attività, un catanese di 29 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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Redazione