
Bruno Brucchieri
Il Consiglio comunale di Catania ha dato il via libera alla delibera sulla Rottamazione Quinquies, la misura prevista dall’art. 1, commi da 82 a 101, della Legge n. 199/2025 e dall’art. 10-quinquies del Decreto Legge n. 38/2026. Un passo accolto con favore, ma che non basta. A dirlo è il consigliere comunale Bruno Brucchieri, del gruppo Mpa-Grande Sicilia, che punta il dito su ciò che ancora manca: il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, disciplinato dai commi da 102 a 110 della stessa Legge 199/2025.
«L’approvazione della delibera sulla Rottamazione Quinquies rappresenta certamente un segnale positivo e uno strumento utile per molti contribuenti, ma non può e non deve essere utilizzata per nascondere il ritardo accumulato sull’adozione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali».
Brucchieri tiene a fare chiarezza su un punto che ritiene fondamentale: si tratta di due strumenti separati, con finalità diverse. Uno è già legge operativa a Catania; l’altro, a suo avviso il più rilevante per i cittadini, non è ancora stato adottato dall’amministrazione.
Secondo il consigliere dell’Mpa, l’attesa si traduce in conseguenze reali e immediate per le famiglie catanesi. Il Comune di Catania avrebbe avviato confronti con Municipia, il concessionario della riscossione, per valutare gli aspetti tecnici della norma. Ma le interlocuzioni non hanno ancora prodotto il provvedimento atteso.
«Il problema è che mentre la politica discute e gli uffici approfondiscono, le procedure di riscossione non si fermano. Ancora oggi vengono avviati nuovi procedimenti esecutivi nei confronti dei contribuenti, con notifiche, azioni cautelari e attività di recupero che stanno colpendo famiglie e attività economiche che confidavano nell’introduzione imminente della definizione agevolata delle entrate comunali».
Chi sperava di regolarizzare la propria posizione grazie alla cosiddetta pace fiscale comunale si trova quindi ancora esposto alle ordinarie azioni di recupero del credito, senza poter accedere a condizioni agevolate.
Brucchieri allarga la riflessione alle implicazioni di sistema. La norma nazionale, spiega, offre agli enti locali uno strumento straordinario per facilitare il recupero delle entrate e permettere ai contribuenti di sanare i debiti pregressi. Ogni settimana persa, però, rischia di compromettere proprio quell’obiettivo.
«È una situazione che merita una riflessione seria, perché il legislatore ha voluto offrire agli enti locali uno strumento straordinario per favorire il recupero delle entrate e consentire ai cittadini di regolarizzare la propria posizione. Ogni ulteriore ritardo rischia invece di aggravare il rapporto tra amministrazione e contribuenti e di rendere più difficile il raggiungimento degli stessi obiettivi che la norma si propone».
Il consigliere non chiede di fermare il lavoro istruttorio, ma di accelerarlo. Le commissioni competenti, riconosce, stanno operando. Il punto è che i tempi si stanno allungando troppo, mentre le cartelle continuano ad arrivare.
«Le commissioni competenti stanno lavorando, ma è arrivato il momento di passare dalle intenzioni agli atti concreti. Serve portare rapidamente il regolamento all’esame del Consiglio comunale, definendo regole chiare e tempi certi. Non possiamo continuare a parlare di opportunità future mentre, nel presente, i cittadini si vedono recapitare nuovi atti esecutivi».
La richiesta è netta: portare il regolamento in aula al più presto, con un calendario definito e senza ulteriori rinvii.
Brucchieri chiude tracciando la linea del suo gruppo. L’Mpa-Grande Sicilia non vuole fare ostruzione, anzi sostiene le misure di sollievo fiscale per i contribuenti. Ma pretende che si distingua tra quanto già fatto e quanto ancora manca.
«Come Mpa continueremo a sostenere ogni iniziativa utile ad alleggerire il peso fiscale sui contribuenti e a favorire il recupero delle entrate comunali. Ma occorre chiarezza: la Rottamazione Quinquies è stata approvata ed è un fatto positivo; la definizione agevolata delle entrate comunali prevista dai commi 102-110 della Legge 199/2025, invece, è ancora ferma e il ritardo della sua adozione sta producendo effetti concreti e negativi sui cittadini catanesi».