
Il generale Roberto Vannacci sbarca a Catania per la prima tappa siciliana del movimento Futuro Nazionale, raccogliendo centinaia di sostenitori. Dal palco lancia l’offensiva su sicurezza e immigrazione, boccia i risultati del governo Schifani e annuncia la corsa autonoma alle elezioni del 2027.
La sala del Romano Palace alla Plaja fa registrare il tutto esaurito per l’esordio isolano di Futuro Nazionale. Circa cinquecento simpatizzanti hanno gremito gli spazi interni, mentre altre duecento persone sono rimaste all’esterno in attesa. Una platea variegata, formata da giovani, liberi professionisti ed ex esponenti delle forze dell’ordine, ha accolto con cori e applausi il fondatore del movimento. Tra un selfie e l’altro, il generale ha tracciato la rotta, rivolgendosi apertamente alle nuove generazioni: «Oggi paga di più eccellere nei mestieri manuali, tutti abbiamo un talento. Non lavorerete un giorno solo della nostra vita subendo la fatica di fare qualcosa che non vi piace».
A fare gli onori di casa sono stati i referenti locali Marco Tanasi e Federica Guiardo, affiancati da dirigenti come Massimiliano Simoni e Rossano Sasso. Snocciolando i dati sui tesseramenti – 73.000 in Italia, di cui oltre 4.100 in Sicilia – il leader ha definito la sua creatura come una vera rottura degli schemi: «e noi adesso stiamo cercando di far fiorire quella che è l’unica vera novità politica italiana degli ultimi 15 anni».
Lo sguardo si è poi spostato sulle dinamiche di Palazzo d’Orleans, con un giudizio severo sull’operato dell’attuale esecutivo. «È abbastanza difficile perché è una realtà regionale e peraltro ritengo che in Sicilia ci siano grandissimi problemi. Grandissimi problemi di sicurezza, grandissimi problemi di sanità, grandissimi problemi di economia, enormi problemi di infrastrutture. Se quindi dovessimo valutare il governo in Sicilia per i risultati, la valutazione non potrebbe essere lusinghiera. Noi siamo pronti a dialogare con il centrodestra ma non possiamo negoziare le nostre linee rosse altrimenti il cambiamento non ci sarebbe».
Il tema della legalità ha scaldato i presenti, con precisi riferimenti a episodi avvenuti nel capoluogo etneo. «Qui un giovane è stato accoltellato un anno fa da un parcheggiatore abusivo con 7 decreti di espulsione. Qui una ragazzina di 14 anni tre anni fa è stata violentata da un branco di egiziani. Uno è stato condannato ma vedrete che tra qualche anno sarà fuori. Noi non negoziamo sulla sicurezza: chi sbaglia paga e va in carcere».
Rifiutando l’etichetta di “laboratorio” per l’Isola, considerata piuttosto «una delle regioni più importanti d’Italia», Vannacci ha tracciato la timeline delle prossime sfide, a partire da un orizzonte ben definito: «Dal 2027 Futuro Nazionale si presenterà sia alle Politiche che alle amministrative e alle Regionali». Un percorso improntato a una «destra pura, di destra autentica, di destra orgogliosa», nettamente distante dalle logiche europee sul Green Deal e promotore di uno stop ai conflitti internazionali: «È il momento di fare la pace ovunque perché queste guerre sono controproducenti per l’Europa e per gli italiani». L’obiettivo finale punta in alto, ben oltre l’attuale cinque per cento stimato dai sondaggi: «Io sogno la doppia cifra. Lo sappiamo che i sogni non sempre si avverano, però i sogni sono quelli che trainano la realtà».