
L’aeroporto di Catania Fontanarossa non trova pace. L’11 agosto 2026, con l’aeroporto Catania arrivi sospesi per l’ennesima volta, la SAC, società di gestione dello scalo, ha disposto un’ulteriore estensione della chiusura del settore C1 e la sospensione di tutti gli arrivi fino alle ore 19, a causa della nuova attività eruttiva dell’Etna e delle condizioni dei venti. Le partenze restano consentite dalla pista 08.
Il bilancio degli ultimi giorni è pesante. Dall’inizio dell’attività a intermittenza dello scalo, sarebbero stati circa 190 i voli dirottati sul solo aeroporto di Palermo, con disagi che avrebbero colpito approssimativamente 30mila passeggeri. Una situazione che si trascina ormai da quattro giorni, con aperture e chiusure dettate dall’andamento delle emissioni di cenere vulcanica.
Lo scalo etneo è uno degli aeroporti più trafficati del Sud Italia, in particolare durante la stagione estiva, quando la domanda di voli turistici raggiunge il picco. Le interruzioni ripetute si ripercuotono non solo sui passeggeri in transito, ma anche sulle compagnie aeree, costrette a riorganizzare in tempi rapidi rotte e disponibilità di aeromobili su altri scali siciliani e nazionali.
A complicare il quadro, l’Osservatorio Etneo dell’INGV ha segnalato che alle 23:30 si è aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, a una quota stimata intorno ai 1.900 metri, in prossimità di Monte Simone. Prosegue intanto la forte attività esplosiva al Cratere Voragine, con emissione di cenere che si disperde in direzione sud-sudest.
La direzione di dispersione della cenere è uno dei parametri fondamentali che determinano l’agibilità dello scalo: quando il pennacchio si orienta verso sud o sud-est, le particelle vulcaniche investono direttamente le rotte di avvicinamento e la pista, rendendo le operazioni di atterraggio potenzialmente pericolose per i motori degli aeromobili.