A Catania un patto triennale per proteggere i ragazzi a rischio

Accordo triennale firmato in Prefettura

È stato rinnovato in Prefettura a Catania l’accordo quadro dell’Osservatorio Metropolitano per la prevenzione della devianza giovanile. La firma, cui hanno partecipato tutte le componenti istituzionali e associative dell’organismo, sancisce un’intesa destinata a durare tre anni, rispetto alla cadenza biennale dei rinnovi precedenti. Un segnale di continuità e di scommessa sul lungo periodo da parte di un sistema che opera da anni a supporto dei minorenni e dei giovani adulti coinvolti in procedimenti giudiziari civili e penali.

Il prefetto Pietro Signoriello ha aperto i lavori sottolineando il valore strategico dell’Osservatorio come strumento di coordinamento e monitoraggio in un territorio complesso come quello della provincia etnea. L’organismo, ha spiegato, ha dimostrato di saper leggere i bisogni sociali e rispondere in tempi rapidi grazie alla collaborazione tra soggetti diversi. Due assessorati regionali, quello all’Istruzione e quello all’Agricoltura, hanno assicurato il proprio sostegno all’iniziativa.

Due protocolli attuativi rinnovati: sport e giornalismo

Insieme all’accordo quadro, nella stessa giornata sono stati rinnovati due protocolli operativi che rappresentano la parte più concreta del progetto. Il primo riguarda gli sport equestri, pensati come leva di inclusione sociale per i giovani in situazione di fragilità. Il secondo coinvolge il mondo dell’informazione, con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità e contrastare modelli comunicativi violenti.

Su quest’ultimo punto è intervenuto Antonello Piraneo, direttore de «La Sicilia», che ha messo in risalto il valore sociale dell’iniziativa, sottolineando come la partecipazione diretta dei ragazzi alla scrittura per il giornale rappresenti «l’aspetto più positivo e costruttivo della cronaca». Il presidente della Fise Catania, Flavio Sinagra, ha invece ricordato la funzione educativa dell’equitazione, capace di accompagnare la crescita dei giovani e di aprire, in prospettiva, sbocchi professionali concreti.

Scuola e piattaforma digitale contro la dispersione

Un nodo centrale del dibattito è stato quello scolastico. Il presidente del Tribunale per i Minorenni, Roberto Di Bella, ha rimarcato il ruolo delle istituzioni scolastiche come interlocutrici privilegiate del territorio. Ha inoltre auspicato un’adozione totale, da parte di tutti gli istituti, della piattaforma informatica già attiva per le segnalazioni di dispersione scolastica, gestita dal Comune di Catania in intesa con l’Ufficio Scolastico provinciale.

In linea con questa posizione si è espresso il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Emilio Grasso, che ha confermato la disponibilità delle scuole a collaborare e ha ribadito il loro ruolo di presidio di legalità sul territorio. I coordinatori dei tavoli tematici dell’Osservatorio, la professoressa Pappalardo e il professor Collòca, hanno presentato le attività svolte e quelle in programma per il biennio 2026-2027. Collòca ha annunciato la prossima somministrazione di un questionario a tutti i dirigenti scolastici, per raccogliere segnalazioni sulle criticità nei singoli contesti territoriali e migliorare la tempestività degli interventi.

Magistratura e Comune: il fronte comune

Il presidente della Corte d’Appello di Catania, Antonino Liberto Porracciolo, ha espresso un giudizio positivo sull’operato dell’Osservatorio, con particolare attenzione all’attività di monitoraggio svolta negli anni. L’assessore ai Servizi sociali del Comune di Catania, Serena Spoto, ha confermato l’impegno attivo dell’amministrazione comunale, evidenziando lo sviluppo di attività collaterali rispetto a quelle previste dal protocollo, pensate per rafforzare la rete di protezione sociale cittadina.

Il prossimo passo: il lavoro come alternativa all’illegalità

Guardando avanti, il prefetto Signoriello ha indicato come prossimo obiettivo strategico l’avvio di una collaborazione con le associazioni datoriali. L’intento è costruire un collegamento diretto con il mercato del lavoro, soprattutto nei contesti territoriali più esposti al rischio, per offrire ai giovani percorsi concreti di crescita e sottrarli all’attrattiva dell’illegalità. Un tassello che, se realizzato, completerebbe ulteriormente un sistema che già oggi prova a intervenire su più fronti: la scuola, lo sport, l’informazione, la famiglia e la giustizia.

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Redazione