Mattarella a Venezia: «Sull’IA l’Europa non sia timida»

Un appello netto all’Europa perché smetta di limitarsi ai principi e cominci a decidere. È il messaggio lanciato da Sergio Mattarella al simposio Cotec, sull’isola di San Giorgio a Venezia, dove il capo dello Stato ha riflettuto sugli effetti dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro insieme al re di Spagna Felipe VI, al presidente portoghese Antonio José Seguro e alla presidente della Bce Christine Lagarde. «L’Unione europea deve passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete», ha scandito, invitando Bruxelles a «non essere timida» nel costruire regole a tutela dei cittadini e degli Stati.

Al centro dell’allarme di Mattarella c’è la concentrazione di potere nelle mani di pochi colossi privati: «La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati, che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati, a partire dallo spazio, ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola». Una rivoluzione che, avverte, «interpella in profondità le nostre democrazie».

«Da quali valori è guidata l’intelligenza artificiale?»

Accolto sull’isola dal neo sindaco di Venezia Simone Venturini, 38 anni, e dal governatore del Veneto Alberto Stefani, 33 anni, il presidente ha posto in sala la domanda di fondo: «I calcolatori elettronici che danno vita all’intelligenza artificiale da quali valori sono guidati? Per quali obiettivi sono stati programmati?». Una questione, ha aggiunto, «di democrazia».

Mattarella ha definito l’IA «uno strumento affascinante», riconoscendone «le nuove opportunità»: il cambiamento, ha detto, non va demonizzato ma «sapientemente governato». La differenza rispetto alle rivoluzioni del passato sta nello sviluppo di «capacità generative che intervengono direttamente su funzioni di alto contenuto cognitivo», con tutte le domande che ne derivano, a partire «dalla potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti». Sul punto è intervenuto anche il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro: «Intesa ha elaborato un piano di transizione tecnologica verso l’intelligenza artificiale ispirato a due principi: senso di responsabilità e il valore della persona. Vogliamo garantire la piena tutela occupazionale».

Il rischio disuguaglianze e il «nuovo disordine mondiale»

Il capo dello Stato ha messo in guardia «dal possibile aumento delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra gli Stati», perché la rivoluzione in corso «rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, di dati e di competenze avanzate». Pochi soggetti già ricchissimi, molti dei quali oltreoceano, che potrebbero diventarlo ancora di più. Mattarella non ha fatto nomi, ma li ha definiti «attori di imponderabile legittimità», evocando il pericolo di «un nuovo disordine mondiale».

La dipendenza dell’Europa e l’appello ai giovani

Serve dunque una grammatica condivisa che disciplini questo potere. Con Felipe VI e Seguro, Mattarella ha sottoscritto un memorandum che chiede una risposta europea, tutt’altro che scontata: come ha ricordato Lagarde, «l’Europa è fortemente dipendente da sistemi fondamentali sviluppati da una manciata di aziende concentrate non solo in un’unica giurisdizione ma, all’interno di quella giurisdizione, in un unico Stato», la California.

Per il presidente, restare fermi non è un’opzione, e lo si deve soprattutto alle nuove generazioni: «Il 99 per cento della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: una tendenza che va invertita. Con urgenza».

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Redazione