Il Papa americano: “Sì all’ascolto di gay e trans, ma le nozze restano tra uomo e donna”

Esce l’accurata biografia dedicata a papa Prevost: l’IA, il rapporto con Trump e la visione di una Chiesa “Todos, todos, todos”.

Dall’intelligenza artificiale al dialogo con la comunità LGBTQ+, il primo Pontefice statunitense traccia la rotta del suo pontificato tra pragmatismo americano e sensibilità latina.

Seduto dall’altra parte di un piccolo tavolo, Leone XIV offre il suo punto di vista sull’essere il primo Papa proveniente dagli Stati Uniti e sul modo in cui intende il ruolo del pontificato in un’epoca di profonde trasformazioni. In un’ampia intervista anticipata dalla sua nuova biografia curata da Elise Ann Allen, il Pontefice affronta temi caldi come la polarizzazione, l’intelligenza artificiale e il rapporto con il mondo politico, a partire dal presidente Donald Trump.

Sul tema LGBTQ+, Leone XIV mantiene una linea di continuità con il predecessore, ma con una precisazione dottrinale netta. Pur ribadendo il concetto di “Todos, todos, todos” (Tutti sono i benvenuti in quanto figli di Dio), il Papa frena sulle riforme dogmatiche: «Mi pare molto improbabile che la dottrina della Chiesa cambi i propri insegnamenti sulla sessualità e sul matrimonio». Secondo il Pontefice, la priorità è cambiare gli atteggiamenti e la capacità di ascolto verso l’individuo, piuttosto che modificare il magistero ufficiale su questioni come il matrimonio gay o l’identità trans.

Riguardo alla geopolitica e alla polarizzazione sociale, Leone XIV esprime preoccupazione per la perdita di valore della vita umana di fronte a parametri puramente economici o tecnologici. Citando il caso di Elon Musk, il Papa mette in guardia dai rischi dell’automazione integrale: «Se automatizziamo l’intero pianeta e solo pochi dispongono dei mezzi necessari per vivere bene, allora c’è un enorme problema all’orizzonte». Anche sull’Intelligenza Artificiale, il monito è chiaro: la Chiesa deve difendere l’umanità perché «sarà molto difficile scoprire la presenza di Dio nell’IA, mentre nelle relazioni umane possiamo coglierne i segni».

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Redazione