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Fondi “supercazzola”: il milione di La Vardera è vero e Serradifalco prova a prenderlo

Nonostante le definizioni ironiche, il milione di euro stanziato dall’emendamento “supercazzola” diventa oggetto di una vera contesa tra i Comuni siciliani.

SERRADIFALCO. Quella che era stata presentata dal leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, come una norma provocatoria e inapplicabile, si sta trasformando in una concreta opportunità di finanziamento per le casse comunali. E’ partita la corsa per accaparrarsi lo stanziamento da un milione di euro, con il Comune di Serradifalco in prima linea per l’accesso alle risorse.

Il sindaco leghista Leonardo Burgio ha infatti già protocollato l’istanza all’assessorato regionale agli Enti Locali lo scorso 16 gennaio. La mossa decisiva è stata la costituzione formale dell’Acti (Ambito di coordinamento territoriale intersettoriale), l’organismo fantomatico previsto dall’emendamento. Burgio ha spiegato che il Comune è stato agevolato dal lavoro pregresso sulle posizioni organizzative, permettendo di creare l’organo senza costi aggiuntivi o nuovo personale.

L’istanza di Serradifalco affronta direttamente anche il nodo della scadenza del 31 dicembre 2025, considerata inizialmente un ostacolo insormontabile. Facendo leva sull’articolo 97 della Costituzione e sul principio di buon andamento della pubblica amministrazione, il Comune sostiene che la trasmissione tardiva sia giustificata dalla pubblicazione tardiva della norma e dai giorni festivi, non essendo previste sanzioni specifiche per il ritardo.

Il piano di ripartizione del milione di euro è già dettagliato nel documento presentato:

  • 40% destinato alla rigenerazione urbana e alle politiche territoriali;
  • 30% per digitalizzazione, personale e rafforzamento della progettazione;
  • 20% per i servizi alla persona e le politiche sociali;
  • 10% per attività di promozione, comunicazione ed eventi.

Serradifalco, che vanta già una solida storia di intercettazione di fondi pubblici con circa 54 milioni di euro ottenuti in dieci anni, fa da apripista ad altre realtà come l’Unione dei Comuni Val Simeto-Etna, guidata dal sindaco di Adrano Fabio Mancuso. L’assessore regionale al Bilancio, Alessandro Dagnino, ha commentato sottolineando che, nonostante l’intento goliardico di chi ha scritto la norma, il risultato finale sembra essere un atto applicabile, sebbene nato da uno “scherzo con i soldi pubblici”.

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Redazione