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Catania, la Polizia tra carenze di organico e risultati concreti: sicurezza come bene pubblico ed economico

La Polizia di Stato di Catania continua a garantire risultati importanti nonostante le note carenze di organico e mezzi. Le ultime operazioni condotte dalle Volanti dimostrano come, anche in condizioni difficili, gli agenti restino un presidio fondamentale non soltanto per la sicurezza dei cittadini ma anche per l’economia della città, che paga un prezzo altissimo in termini di immagine quando episodi di criminalità coinvolgono residenti e turisti. Nei giorni scorsi, i poliziotti hanno arrestato un 36enne di origine nigeriana, accusato – secondo l’ipotesi investigativa e ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva – di resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per violazione di domicilio e violenza privata. L’uomo avrebbe inseguito un cittadino dentro un b&b di viale Mario Rapisardi e minacciato anche una coppia di turisti. Alla vista degli agenti ha dato in escandescenza, simulando il gesto dello sgozzamento e mostrando un fazzoletto sporco di sangue per far credere di essere armato. Con grande difficoltà i poliziotti sono riusciti a bloccarlo e a condurlo in Questura.

Un altro intervento delle moto volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale ha portato invece all’arresto di un 30enne tunisino pregiudicato, rintracciato in via Lavandaie dove svolgeva l’attività di parcheggiatore abusivo infastidendo alcuni turisti. Dagli accertamenti è emerso che a suo carico pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Ragusa per maltrattamenti. Dopo le formalità è stato trasferito al carcere di Piazza Lanza. Si tratta di episodi che non riguardano solo la cronaca nera ma che hanno un impatto diretto sul tessuto economico della città. Quando un turista viene aggredito, minacciato o semplicemente infastidito da comportamenti illegali, non si tratta solo di un problema di sicurezza individuale ma di un danno d’immagine per una città che vive anche di turismo e che ha molto da offrire. Ogni brutta esperienza può trasformarsi in un deterrente per chi sceglie Catania come meta, con ricadute economiche concrete su un territorio che invece dovrebbe essere valorizzato.

Nonostante tutto, le forze dell’ordine continuano a garantire presenza ed efficienza. «A Catania operano appena cinque volanti quando ne servirebbero almeno otto – denuncia Claudio De Luca, coordinatore regionale della UilPolizia Sicilia –. Molti colleghi, con anni di servizio alle spalle, sacrificano anche i turni di riposo, un diritto fondamentale, per coprire i servizi richiesti. Alcuni, sottoposti a profilassi sanitaria per cause di servizio, sono costretti nello stesso giorno a svolgere più turni». Il sindacalista parla di “misura colma”, denunciando una criminalità che prende il sopravvento con episodi eclatanti come i raid armati contro attività commerciali in via Garibaldi, via Plebiscito, Villaggio Sant’Agata e via XXXI Maggio. «La serenità dei cittadini è messa a rischio – afferma – nonostante i sacrifici quotidiani degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, che meriterebbero riconoscimenti e non provvedimenti disciplinari».

Il plauso però non può fermarsi alla sola Polizia di Stato. Anche i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Municipale, il Corpo Forestale della Regione Siciliana e lo stesso personale dell’ASP impegnato nei controlli sulla sicurezza alimentare e sanitaria svolgono un ruolo essenziale, ciascuno nel proprio ambito, contribuendo alla salvaguardia della salute pubblica e dell’ordine. Le attività interforze che negli ultimi mesi hanno portato a sequestri e sanzioni nei confronti di esercizi commerciali fuori norma sono l’esempio di come la collaborazione rafforzi la tutela dei cittadini.

Di fronte a un quadro complesso, De Luca rilancia anche la necessità di una revisione della legge di riforma 121/81, giudicata “ormai obsoleta e inadeguata ai tempi e alle esigenze di una Polizia moderna”. Ma nell’immediato resta l’urgenza di rafforzare organici e mezzi: più pattuglie, più agenti, più strumenti operativi. Catania non può permettersi che episodi di criminalità diffusa minino la fiducia dei visitatori e degli stessi cittadini. La sicurezza è un bene pubblico ma anche una leva economica: tutelarla significa proteggere l’immagine della città e sostenerne la crescita. E se oggi, malgrado risorse limitate, i risultati arrivano, è grazie al lavoro instancabile e spesso silenzioso di tutte le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno scelgono di servire la comunità.

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L.P