
La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina passa sotto la gestione del Policlinico di Catania per garantire continuità operativa.
Il Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina (Ccpm) entra ufficialmente nella rete ospedaliera della Sicilia, ma con un cambio di assetto strutturale: l’unità sarà aggregata alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario di Catania. La decisione, deliberata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni, segue le direttive dei ministeri della Salute e dell’Economia.
La scelta di Catania come polo di riferimento, preferita all’azienda Papardo di Messina, si fonda su criteri tecnici e logistici. Il Policlinico etneo garantisce infatti una maggiore vicinanza territoriale e una casistica clinica superiore, con 926 ricoveri contro i 336 di Messina. Rilevante anche il dato sulle procedure Ecmo (79 a 11) e la presenza di reparti pediatrici specialistici in grado di offrire competenze multidisciplinari.
Secondo l’assessorato, questa manovra è necessaria per stabilizzare la struttura e potrebbe portare al superamento delle attuali convenzioni con soggetti esterni. Tuttavia, la decisione ha sollevato forti critiche politiche. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle contestano duramente il provvedimento, parlando di un “depotenziamento” dell’area messinese e dello Stretto a danno delle famiglie e dei piccoli pazienti.
L’integrazione alla rete ospedaliera dovrà ora passare al vaglio della sesta commissione dell’Ars per il parere preventivo, con l’obiettivo di inviare la documentazione definitiva ai ministeri entro il 27 febbraio.