
Fede, solidarietà e orgoglio di quartiere nella seconda edizione dell’evento che unisce devozione e riscatto sociale, tra messaggi di speranza e polemiche con l’amministrazione.
Una piazza Don Innocenzo Bonomo gremita e la chiesa della Madonna della Salette colma di fedeli hanno fatto da cornice alla seconda edizione di “San Cristoforo con Agata”. Una partecipazione massiccia che conferma il valore simbolico di una giornata vissuta all’insegna della fede autentica, della cultura e dell’impegno civile. L’iniziativa ha restituito dignità e centralità a uno dei cuori pulsanti e popolari di Catania, sfidando gli stereotipi attraverso un clima di festa e compostezza. La solenne celebrazione eucaristica, arricchita dalla benedizione dei sacchi votivi, è stata officiata da don Franco Di Natale, direttore della casa salesiana. Durante l’omelia, il sacerdote ha lanciato un monito potente incentrato sulla metafora della luce: «La benedizione di Dio non è ricchezza o fortuna, ma luce che illumina la mente, riscalda i cuori e dà energia al nostro agire».
Le parole di Don Franco hanno toccato le corde profonde della comunità, descrivendo San Cristoforo non come un luogo di margine, ma come una risorsa umana preziosa: «Quanto è bello il nostro quartiere, fatto di gente provata dalla vita, ma pronta a dare una mano sempre, gente che ha a cuore il futuro dei propri ragazzi. Un quartiere desideroso di risorgere ed essere luce». Un invito a diffidare delle scorciatoie ingannevoli: «Ci sono luci abbaglianti, come quelle dei soldi facili e del successo, che promettono tutto e subito ma accecano. Le candelore ci invitano a seguire una luce stabile e gentile: la luce del Signore».
Il pomeriggio si è animato con un ricco programma: la processione delle candelore, lo spettacolo degli sbandieratori, le esibizioni folk e la moda legata alla Santuzza con gli abiti di Liliana Nigro. Toccante l’intervento di Giuseppe Castiglia, emozionato nel parlare alla sua gente. Non è mancata la concreta solidarietà: Bibbie donate ai detenuti di Bicocca, vestiario per il carcere di piazza Lanza e libri illustrati per i piccoli pazienti dell’oncologia pediatrica. Tuttavia, l’evento è stato anche occasione di rivendicazione politica e civica. Riccardo Pellegrino, vicepresidente vicario del Consiglio comunale e figlio del quartiere, non ha risparmiato critiche a Palazzo degli Elefanti: «Quella di oggi è stata una risposta forte anche a questa amministrazione, che continua a snobbare e a disinteressarsi dei quartieri popolari. San Cristoforo ha dimostrato di saper fare le cose per bene, rispettando le regole, con ordine, pazienza e senza alcun tafferuglio».
Pellegrino ha voluto precisare l’assenza di sostegno economico pubblico: «Il Comune non ha speso un solo centesimo. Quando ho chiesto un contributo, mi è stato risposto che non ci sono fondi. Questa manifestazione è stata possibile esclusivamente grazie agli sponsor, che ringrazio di vero cuore, nonché grazie al sostegno dell’on. Nicola D’Agostino, al quale va un ringraziamento speciale per aver creduto in questa iniziativa e per il contributo fondamentale degli sponsor». La conclusione è un messaggio di orgoglio identitario: «Sono felice e orgoglioso che “San Cristoforo con Agata” si sia confermato un appuntamento destinato a diventare tradizione, capace di raccontare il quartiere per ciò che è davvero: una comunità viva, ordinata, solidale».