Giustizia, nasce il Comitato Magistrati del Sì: le proposte per la separazione delle carriere

Riforma della giustizia, il Comitato «Magistrati del Sì» lancia la sfida per recidere il legame con la politica. Oltre tredici milioni di italiani sostengono il progetto che punta a eliminare la deriva correntizia del Csm e a realizzare la separazione delle carriere; tra i promotori dell’iniziativa figura anche la giudice catanese Carmen Giuffrida.

La spinta verso una profonda trasformazione dell’ordinamento giudiziario italiano trova una nuova voce istituzionale nel Comitato «Magistrati del Sì per una nuova giustizia». Secondo i promotori, la volontà di riforma sarebbe già stata chiaramente espressa da oltre tredici milioni di cittadini, un dato che impone un intervento deciso per correggere le criticità del sistema. L’iniziativa nasce con l’intento di presentare proposte concrete nelle sedi competenti, agendo come polo attrattivo per forze civili e professionali distanti da logiche di schieramento politico.

Contro le correnti e per la separazione delle carriere

Le proposte avanzate dal Comitato mirano a colpire i nodi storici della magistratura italiana. Tra i punti cardine figurano:

  • Trasparenza del Csm: interventi per correggere la più volte denunciata «deriva correntizia» dell’organo di autogoverno.
  • Indipendenza dalla politica: la necessità di recidere definitivamente il legame tra le toghe e i palazzi del potere.
  • Riforma disciplinare: il perfezionamento delle procedure interne per aumentare la tutela e la trasparenza dell’operato dei magistrati.
  • Separazione delle carriere: una riforma strutturale volta a rafforzare la cultura della prova sia per i giudici che per i pubblici ministeri.

Un fronte aperto a società civile e avvocatura

Il progetto, inizialmente circoscritto a un nucleo di soci fondatori, è ora aperto all’adesione di colleghi magistrati, esponenti dell’università, dell’avvocatura e della società civile. Tra i firmatari che hanno dato il via al movimento figurano nomi di spicco della magistratura nazionale, tra cui Carmen Giuffrida, giudice del Tribunale per i minorenni di Catania, Francesco Bretone (Procura Generale Bari), Nicola Saracino (Roma) e Jaqueline Monica Magi (Pistoia). L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare riforme sostanziali, rifuggendo soluzioni di facciata che non incidano realmente sul funzionamento della giustizia.

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Redazione