
Operazione della Squadra Mobile nel rione catanese: sequestrati hashish e marijuana, parte dello stupefacente era confezionato per sembrare sapone.
Un ingente carico di sostanze stupefacenti è stato intercettato nel pomeriggio del 19 gennaio scorso dagli agenti della Polizia di Stato a Catania. L’operazione, condotta nel quartiere di Nesima, ha portato all’arresto in flagranza di due persone: un uomo classe 1983 e il figlio, giovanissimo, classe 2007. I due sono accusati, in concorso tra loro, di detenzione ai fini di spaccio.
L’intervento è scaturito durante le attività di monitoraggio del territorio predisposte dalla Squadra Mobile per contrastare il traffico illecito. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su alcuni depositi della zona, fino a quando non è stato notato l’arrivo di un furgone a noleggio. Dal mezzo sono scesi i due congiunti che, dopo aver alzato la saracinesca di un garage, hanno iniziato a trasferire all’interno del veicolo diversi scatoloni voluminosi.
Insospettiti dai movimenti, i poliziotti hanno bloccato i soggetti per un controllo, scoprendo immediatamente la natura del carico. La perquisizione del deposito ha permesso di recuperare un quantitativo rilevante di droga: 27,5 kg di hashish e 69,4 kg di marijuana, quest’ultima suddivisa in decine di buste sottovuoto.
Le verifiche si sono successivamente estese all’abitazione del padre. Qui le forze dell’ordine hanno rinvenuto un ulteriore deposito illecito contenente 30,6 kg di marijuana, 9 kg di hashish e una piccola quantità di cocaina. Complessivamente, il sequestro ammonta a circa 137 kg di droga. Un dettaglio emerso durante l’operazione riguarda le modalità di occultamento: molti panetti di hashish presentavano un confezionamento particolare, studiato per forma ed emanazione olfattiva in modo da simulare comuni confezioni di sapone.
Al termine degli accertamenti, i due indagati sono stati condotti presso la casa circondariale di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Disclaimer: Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.