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Candelore a Librino per Sant’Agata: festa e roseti nel progetto di Presti

Candelore e rose tra i viali: un evento storico unisce il quartiere nel nome di Sant’Agata grazie alla visione di Antonio Presti.

Per la prima volta le candelore hanno sfilato lungo gli enormi viali di Librino, accompagnate da banda e folla in festa. È il dono del mecenate Antonio Presti, un rito culminato nell’offerta delle rose a Sant’Agata davanti all’altarino di viale Nitta. Il roseto, curato dalle paesaggiste Crisafulli e Romeo, diventa «strumento di cura del territorio che passa attraverso la devozione per la Santa».

Un’emozione palpabile tra le mamme del quartiere, grate per quella che definiscono una «bella collaborazione tra noi». A Presti va il grazie per «avere regalato bellezza» e per «un’iniziativa meravigliosa che ci fa sperare nella rinascita di Librino», avendo «portato l’amore di Sant’Agata anche nel quartiere. La festa, adesso, è anche qui».

Tra le domande tradizionali dei devoti — «Dove sono arrivate?», «Vanno lente o veloci?» — anche le scuole hanno partecipato a questa giornata storica. Presente il sindaco Enrico Trantino, che ha affermato: «Questa iniziativa è un segno di presenza importante per una comunità che non avverte la vicinanza della città, nonostante si manifesti più di quanto non creda. Non mi piace l’idea di periferia. Esiste una sola città e questa di oggi ne è la testimonianza». Sulla stessa linea Francesco Valenti, presidente del VI municipio, che sottolinea come “le candelore a Librino sono una visione che diventa realtà grazie all’amore sconfinato di Antonio Presti per il nostro quartiere».

Commosso, Presti ribadisce la sua missione: «restituire la devozione a Sant’Agata» educando alla bellezza. «I bambini non devono levare la spazzatura, ma curare i fiori, le rose. Il messaggio che voglio lanciare ai bambini di Librino e di tutta la città è che la fragilità è potenza, la sconfitta è vittoria, la rinuncia è guadagno. Librino, che si sente periferia, oggi guadagna centralità con la potenza delle rose… Qui oggi vive l’anima di Librino». E chiude con un auspicio per il futuro: «Sogno che la sera del 3 febbraio i catanesi devoti vengano a Librino a portare fiori alla Patrona che qui ha il suo roseto».

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Redazione