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Sanità: Sala, 'in Lombardia sistema da ripensare'

23 novembre 2020 08:01
Fonte: Adnkronos

#cronaca

Milano, 23 nov. (Adnkronos) - "E' tempo di ripensare la gestione della sanità lombarda", perché sono "sotto gli occhi di ciascuno le carenze e le difficoltà manifestate dalla sanità, soprattutto territoriale, in questi drammatici mesi in Lombardia. Da ultimo con la vicenda dei vaccini antinfluenzali". Lo afferma il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un'intervista su Repubblica. Il modello di gestione sanitaria del centrodestra va cambiato "radicalmente. Ma non vedo alcun pensiero strategico in proposito venire fuori dalla giunta regionale", continua Sala. "Con il Pd lombardo invece stiamo lavorando ad una prima bozza di lavoro, sarà poi fondamentale che si faccia un'accurata lettura dei 'bisogni' direttamente con i cittadini e nei vari territori". Primo punto della bozza è "l'istituzione di un'Agenzia per il governo della sanità. Ci devono essere chiare responsabilità e competenze di ogni attore del nostro sistema sanitario". Agenzia, "che può anche assumere la forma di azienda pubblica, avrà la responsabilità di coordinare tutto il sistema e di governare anche l'offerta del privato accreditato da una posizione di forza e competenza. Inoltre, l'Agenzia potrà farsi carico di gestire gli acquisti sanitari e i concorsi per il reclutamento del personale. Al fianco di essa abbiamo poi bisogno di un soggetto che si occupi veramente di innovazione, ricerca, telemedicina e incrocio e valorizzazione dei big data. Anche da qui passa la sostenibilità di un vero progetto di riforma". Nel rapporto fra pubblico e privato, sottolinea Sala, "va riequilibrato il rapporto e va introdotto un sistema di rimborsi al privato che non si basi solo sulla fatturazione della singola prestazione, ma che tenga conto del risultato dell'intero percorso di cura. Cioè, per esempio, l'80% del rimborso è sulla prestazione effettuata dall'ospedale privato convenzionato, ma il restante 20% viene liquidato alla dimostrazione del risultato della cura. Serve garantire la continuità dell'assistenza del paziente lungo tutto il percorso medico. Sarà una rivoluzione e, ovviamente con la giusta progressività, si può fare".

 
 
 
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