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Mafia: arresti Trapani, inquirenti 'dopo scarcerazione Asaro lavorava su società illecita'

07 luglio 2020 07:12 :: aggiornamento 07 luglio 2020 08:12

#cronaca

Palermo, 7 lug. (Adnkronos) - "In molti degli incontri riservati", il boss Mariano Asaro "è stato sorpreso ad esternare tutto il suo astio nei confronti del vertice della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, Francesco Domingo, nonché dei collaboratori di giustizia e in particolare nei confronti di quelli che lo avevano accusato dell'omicidio del pubblico ministero di Trapani, Giangiacomo Ciaccio Montalto, fatta eccezione per il collaboratore Francesco Giuseppe Milazzo, il quale per stessa ammissione di Asaro, lo aveva “salvato” dichiarando la sua estraneità a quell'omicidio". E' quanto dicono gli inquirenti nell'ambito dell'operazione antimafia dei Carabinieri di Trapani che ha riportato in carcere, tra gli altri, il boss Mariano Asaro. Il capomafia "sin dai giorni successivi alla sua scarcerazione, aveva cominciato a lavorare ad un progetto imprenditoriale illecito - dicono gli investigatori - Era sua intenzione, che poi effettivamente mise in atto, costituire una società, da intestare fittiziamente alla cognata Maria Vincenza Occhipinti, raggiunta dalla misura cautelare dell'obbligo di dimora, per la gestione di un ambulatorio di odontoiatria da aprire a Paceco". "In questo progetto Asaro era coadiuvato fattivamente anche da un'altra indagata, Maria Amato, anch'ella raggiunta da misura cautelare dell'obbligo di dimora, moglie del pregiudicato mafioso Rocco Antonino Coppola, già condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso dalla Corte d'Appello di Palermo per aver predisposto quanto necessario per l'organizzazione di incontri con vari latitanti tra cui Matteo Messina Denaro e Vincenzo Sinacori".

 
 
 
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