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M5S: ira parlamentari contro Taverna, 'indennità in beneficenza? Valga per tutti'/Adnkronos

25 settembre 2020 20:26

#politica

Roma, 25 set. (Adnkronos) - E' guerra aperta tra Camera e Senato contro la vicepresidente di Palazzo Madama Paola Taverna, finita nel mirino di diversi parlamentari grillini per il video, pubblicato su Facebook subito dopo la tornata elettorale, in cui si difende a spada tratta dall'azione disciplinare intentata dai probiviri del M5S contro di lei per presunte mancate restituzioni. Così, volto fiero rivolto alla telecamera, Taverna ha snocciolato i numeri di quanto versato in questi 7 anni, ben 309mila euro. Ma a indispettire deputati e senatori -che si sfogano nelle rispettive chat visionate dall'Adnkronos- è l'ammissione, da parte della vicepresidente di Palazzo Madama, di aver chiesto all'amministrazione del Senato, a maggio scorso, la restituzione degli arretrati dell'indennità aggiuntiva da vicepresidente, cui aveva rinunciato,, per un fine nobile: donare tutto alla Protezione Civile per fronteggiare l'emergenza Covid. Quarantaseimila euro, più altri bonifici da 1.750. Una scelta, la sua, che però ha surriscaldato gli animi. I parlamentari pentastellati, da sempre, rinunciano ai 'benefit' dovuti a deputati e senatori che rivestono ruoli istituzionali. Tra questi, dunque, anche la parlamentare romana. E' una regola scritta nero su bianco nei regolamenti di M5S di Camera e Senato che prevedono la rinuncia preventiva dell'indennità di carica, come ribadito in una mail del capo politico Vito Crimi lo scorso maggio. E qui nasce il malcontento che trova sfogo nelle ultime conversazioni tra gli eletti, e nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. A chi chiede chiarimenti, in particolare il senatore ligure Mattia Crucioli, Taverna risponde piccata, spiegando di aver restituito a un ente pubblico, "non a chi mi pareva", e di non essere in vena di ulteriori reprimende. Poi, interpellata dall'Adnkronos, spiega che "superata l'emergenza Covid, tornerà a rinunciare al benefit" da vicepresidente del Senato. Susy Matrisciano, presidente della commissione Lavoro di palazzo Madama e dunque anche lei tra i rinunciatari della indennità prevista, ricorda con rammarico di aver chiesto di poter donare la sua quota, ma di aver ottenuto un secco niet dai vertici.

 
 
 
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