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Sicilia in zona arancione
Musumeci, "abbiamo vinto la nostra battaglia"

di :: pubblicato il 31 gennaio 2021 08:20 :: aggiornato il 02 febbraio 2021 07:57

musumeci razza

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato due nuove ordinanze sulla classificazione delle regioni in relazione a misure di contenimento e gestione emergenza in base ai dati e alle indicazioni della Cabina di regia. Le ordinanze entreranno in vigore lunedi' 1 febbraio. La prima classifica in area gialla le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto; la seconda classifica in area arancione Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, oltre a confermare sempre in area arancione Puglia e Umbria. Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome nelle aree gialla, arancione e rossa e' la seguente, a partire dal 1 febbraio: in area gialla Abruzzo, Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d'Aosta, Veneto; in area arancione Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria; nessuna in area rossa.

In Sicilia, saranno oltre 600, le corse aggiuntive, più di altri 300 bus messi in campo anche col contributo di licenze Ncc, taxi e bus turistici opportunamente contrattualizzati dalle aziende. Questi i servizi aggiuntivi messi a punto per il trasporto in sicurezza sanitaria della popolazione scolastica nelle nove province siciliane che da lunedì 8 febbraio, giorno in cui rientreranno in classe gli studenti delle scuole superiori, seppure al 50 per cento. La percentuale di tali servizi che sarà operativa si aggirerà fra il 15 e il 20 per cento di quanto preventivato per le lezioni in presenza al 75 per cento. E qualsiasi ulteriore esigenza di trasporto, in ogni caso, potrà essere subito compensata dalle aziende del trasporto pubblico locale, nel quadro di un generale potenziamento dei servizi in tutte le nove Province dell´isola.

Nell'isola, si continua anche a registrare una lenta ma inesorabile discesa dei contagi. Sono 846 i nuovi positivi al Covid 19 in Sicilia, su 25.251 tamponi processati, con una incidenza pari al 3,3%. La regione resta al sesto posto per contagio in Italia, dopo Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Lazio e Puglia. Le vittime sono 35 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.443, ma l'isola fa registrare un boom di guariti che sono 2.210 e un forte calo, 1.399 casi, degli attuali positivi che adesso sono complessivamente meno di 43 mila. Negli ospedali i ricoveri sono 1.553, 31 in meno rispetto a ieri, dei quali 208 in terapia intensiva, 3 in meno. Dati in calo che arrivano alla vigilia dal cambio di colore della Sicilia che da lunedì passerà da zona rossa a zona arancione.

Un cambio, osserva il presidente della Regione, Nello Musumeci, che significa "avere vinto la nostra battaglia" dimostrando che "abbiamo avuto ragione nell'anticipare la zona rossa per evitare degenerazioni" visto che, spiega, questo "ci ha permesso di dimezzare il numero dei contagi e di ridurre il numero delle perdite umane". E arancione sarà il colore di tutta l'isola: a Messina non ci sarà la prevista ordinanza restrittiva del sindaco De Luca dopo che l'incidenza dei contagi si è più che dimezzata: scendendo al 14% rispetto al 34% di inizio mese.

"Noi - precisa Musumeci - puntiamo alla zona gialla e, perché no, alla fine a quella bianca, ma questo dipende dalla responsabilità di ciascuno e di tutti. Speriamo - è il suo auspicio - che nel mese di aprile si possa arrivare ad una riapertura che metta gli operatori economici di tornare a lavorare e quindi di tornare a guadagnare e di uscire da questo tunnel dove il buio sembra avere spento ogni speranza. Ma la speranza va alimentata non soltanto dalla forza di ciascuno di noi, ma anche dai comportamenti. E sono sicuro che presto vinceremo questa battaglia".

Intanto il governatore si dice "contento che abbiamo potuto guardare con realismo all'esigenza concreta di tutelare in diritto alla salute e alla vita, nonostante le tante incomprensioni". A partire dalle scuole per esempio che, annuncia Musumeci, "come ci eravamo impegnati a fare, si stanno riaprendo con un processo graduale, improntato alla prudenza".

 
 
 
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