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Fase 2: Colao, "aperture a ondate per testare,
noi siamo tutti volontari"

di :: pubblicato il 29 aprile 2020 08:02 :: aggiornato il 30 aprile 2020 08:08

vittorio colao

Vittorio Colao

L'economia ripartirà, ma bisogna aiutare le imprese sul fronte liquidità, ammodernare le strutture produttive e distributive, e meno gravami amministrativi o complicazioni, e il momento per farlo è adesso. La riflessione è di Vittorio Colao, capo della task force per la Fase 2, intervistato dal Corriere della sera. Servirà, spiega, un intervento dello Stato, la Cassa Depositi e Prestiti può essere lo strumento giusto. Ma il rischio recessione globale c'è, aggiunge, dipenderà dalla scoperta di una terapia e di un vaccino e dalla governance mondiale: serve un coordinamento internazionale. "Dal 4 maggio rimettiamo al lavoro quattro milioni e mezzo di italiani, tra costruzioni, manifattura, servizi collegati, ovviamente nel rispetto dei protocolli" ed e' "una base per poter fare una riapertura progressiva e completa. Sara' un test importante. Dipendera' dai buoni comportamenti. Un'apertura a ondate permette di verificare la robustezza del sistema". 

Colao aggiunge anche che l'applicazione tecnologica individuata a garanzia del controllo circa l'espansione del virus "potra' servire se arriva in fretta, e se la scarica la grande maggioranza degli italiani" per questo "e' importante lanciarla entro la fine di maggio; se quest'estate l'avremo tutti o quasi, bene; altrimenti servira' a poco" chiosa. Quanto ai timori circa un'intrusione nella privacy individuale e collettiva del Paese, Colao assicura che "non e' cosi'" e che "non e' stato scelto il sistema centralizzato, che manteneva l'identita' di tutti i contatti" mentre "e' stata scelta l'altra soluzione, quella Apple-Google in cui "i contatti stanno solo sui telefonini delle persone".

Poi il manager sottolinea che quando si scopre di essere contagiati, "sono io che metto dentro un codice, che rilascia una serie di codici alle persone con cui sono entrato in contatto. Tutto avviene in modo anonimo: l'individuo viene informato dal sistema, ma il sistema non sa chi sono i due; la privacy dei due individui e' mantenuta. Nessuno conosce l'altro. Il sistema sanitario locale se vorra' potra' disegnare l'App in modo da contattare i cittadini, ma in trasparenza".

E si confida che "se gli verra' spiegato bene" gli italiani scaricheranno l'app sul proprio telefonino. Circa le misure del rilancio, Colao dichiara che "siamo all'inizio" ma "abbiamo l'opportunita' di fare in ognuno di questi campi cose che avrebbero richiesto molto piu' tempo. Mai lasciarsi sfuggire una crisi" perche' "e' l'occasione per rilanciare tutto il sistema Italia" Il Paese infatti ha colto l'occasione per imparare "a usare le nuove tecnologie, i nuovi strumenti per comunicare. Dobbiamo ammodernare i modelli commerciali delle nostre imprese. Aumentare la partecipazione femminile al lavoro, sostenendo al contempo la natalita', aiutando le madri che lavorano". "Le riaperture di negozi e bar, e tantomeno delle chiese, non sono di competenza del nostro Comitato; sono decise dal governo sulla base di input sanitari. "Noi del Comitato economico-sociale - ha aggiunto Colao - siamo tutti volontari. Nessuno guadagna nulla, come è giusto che sia".

 
 
 
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