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Dpcm: da venerdì 5, Italiani a casa alle ore 22

di :: 04 novembre 2020 07:15

militari strade sicure

militari strade sicure

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha firmato nella notte il dpcm che apre una nuova fase nel contrasto al Covid. Nelle prossime ore sara' pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore da venerdi, fino al 3 dicembre.

Arriva l'ulteriore stretta per gli italiani, con la seconda ondata del virus che non molla e anche oggi fa segnare oltre 350 morti, un numero che non si registrava da maggio, e altri 203 pazienti nelle terapie intensive, reparti che hanno ormai superato la soglia critica del 30% in 9 regioni. L'Italia viene divisa in 3 aree di rischio e in quella dove il contagio è più diffuso e gli indici epidemiologici sono più critici. Nella zona rossa dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d'Aosta. In bilico la Campania. Zona arancione Puglia, Sicilia, Liguria e probabilmente il Veneto. Tutte le altre sono zone verdi. Le Regioni hanno chiesto che la valutazione del rischio epidemiologico venga fatta in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione regionali. E il governo ha promesso un "coinvolgimento".

La seconda area è quella arancione, dove nella lista ci sarebbe anche la Sicilia. Inasprimento delle regole rispetto alle zone verdi. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie qui resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi: 50% di capienza sui mezzi pubblici, didattica a distanza integrale alle superiori, stop ai musei e coprifuoco dalle 22.

La bozza del Dpcm prevede 12 articoli ed è il frutto di una lunga discussione, che a tratti è diventata scontro, sia all'interno della maggioranza, in particolare sull'ora in cui deve scattare il coprifuoco in tutto il Paese, sia tra l'esecutivo e le regioni, per chi dovesse assumersi la responsabilità politica delle chiusure. Scontro, questo con gli enti locali, ancora in corso visto che le Regioni continuano a chiedere interventi "omogenei" in tutta Italia. Se non verrà modificato il testo nel provvedimento che andrà in Gazzetta Ufficiale, il dpcm prevede che le misure più dure dovranno essere adottate dal ministro della Salute Roberto Speranza "d'intesa" con il presidente della Regione interessata. E questo sia per le restrizioni relative alle 'zone arancioni' in cui la curva epidemiologica è compatibile con lo scenario 3 dell'Istituto superiore di sanità, vale a dire quelle caratterizzate da una situazione "di elevata gravità", sia per quelle che interessano le 'zone rosse', che rientrano nello scenario 4, dove invece c'è una situazione di "massima gravità". Su una cosa il premier e il governo non hanno mai fatto retromarcia: non doveva essere lockdown nazionale e non sarà lockdown nazionale.

 
 
 
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