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Covid-19: Musumeci, "in Sicilia il sistema regge"
Liberti, "aumentiamo i tamponi per isolare il virus"

di :: pubblicato il 11 novembre 2020 18:37 :: aggiornato il 12 novembre 2020 21:08

nello musumeci

nello musumeci

"I dati confermano una tendenza che registriamo ormai da oltre una settimana in Sicilia. Ma non c'è tempo per sentirsi risollevati: si corre e basta!". Così il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci al quotidiano La Sicilia, sull'ultimo report dell'Istituto superiore della sanità che include l'isola tra le cinque regioni con l'indice Rt sotto la soglia di 1.5, anche se è ancora classificata a 'rischio alto' e per questo è zona 'arancione'. Il governatore ribadisce che la Sicilia "non meritava una differenziazione che è apparsa alla pubblica opinione discriminatoria, almeno rispetto a molte altre regioni". Ma, sottolinea, "non voglio polemizzare, è acqua passata ormai".

"Peraltro - evidenzia Musumeci - i fatti di questi giorni stanno confermando i nostri dubbi. E fa piacere che sia apprezzata la correttezza e la precisione dei dati da noi trasmessi. Ora guardiamo avanti". Il governatore della Sicilia ritiene "una contraddizione essere noi sotto soglia nel rapporto tamponi/contagi, rispetto a numerose altre regioni italiane, ed essere poi considerati "a rischio alto". "Il sistema sanitario siciliano - osserva - è quello sulla cui tenuta, a marzo scorso, nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Eppure abbiamo superato benissimo la prima fase della pandemia, per l'impegno di tutto il personale e dei volontari, e per un piano del governo regionale sano, puntuale ed efficace, curato assieme all'assessore Ruggero Razza, al quale va la mia rinnovata e convinta fiducia".

Ma qualcosa secondo Musumeci è cambiata: "Nella prima fase la gente ha avuto paura del virus e ha rispettato le norme di comportamento, oggi non è più così e le immagini delle nostre città lo dimostrano". Per questo, chiosa il presidente della Regione, "serve una nuova consapevolezza diffusa, senza la quale tutto diventerà molto più difficile. Ma ho fiducia nel buon senso dei siciliani. Anche perché senza responsabilità collettiva non basterebbero in Sicilia centomila posti letto e un esercito di rianimatori". 

dott. Giuseppe Liberti

dott. Giuseppe Liberti

Intanto il commissario dell'emergenza Covid-19 a Catania Giuseppe Liberti sottolinea che si stà lavorando senza sosta per sottoporre a screening il maggior numero di persone. "Io penso - dice Liberti alla Sicilia- che trovare più positivi, anche se ti fa crescere la curva epidemiologica, alla fine consente di impedire al virus di circolare maggiormente. Quindi i dati in aumento possono essere uno svantaggio immediato che poi può rivelarsi efficace". "Nel Catanese -  ha detto il commissario Liberti - siamo stati i primi come numero di cittadini che si sono sottoposti a tampone. Non so se è un pregio o un difetto, ma è andato bene anche se la platea è grandissima. Noi abbiamo fatto all’incirca 16-17mila tamponi in tre giorni, con una percentuale di contagiati che si aggira sul 6%". "A brevissimo -  annuncia il commissario - partiremo in diversi paesi, Mirabella, Militello e Bronte in primis". 

Intanto in Sicilia sono 1.487 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 9.839 tamponi effettuati; 27 i decessi di persone positive, che portano il totale a 762. Con i nuovi casi salgono così a 23.564 gli attuali positivi con un incremento di 732. Di questi 1.578 sono i ricoverati con un incremento di 35: 1376 in regime ordinario e 202 in terapia intensiva con un aumento di 7 ricoveri. I guariti sono 728. I nuovi positivi sono così distribuiti per province: Palermo: 531, Catania 131, Ragusa 281, Messina 138, Trapani 225, Siracusa 76, Agrigento 15, Caltanissetta 60, Enna 30.

 
 
 
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