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Covid-19: I sindaci, "bisogna affidarsi agli ottomila Comuni"

di :: pubblicato il 24 aprile 2020 08:08 :: aggiornato il 25 aprile 2020 08:40

sindaci

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''Se si vuole davvero far ripartire il Paese, se si vuole dare un'iniezione di liquidità dopo questo lungo stop, bisogna affidarsi agli ottomila Comuni: bisogna darci la possibilità di appaltare le gare con procedure semplificate, bisogna elevare l'affidamento diretto a centomila euro, nominateci commissari con potere straordinario.

Fidatevi dei sindaci, non solo a parole''. Lo dichiarano i sindaci metropolitani di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Bari, Palermo, Catania, Venezia, Cagliari, Reggio Calabria, al termine di una riunione presieduta dal presidente dell'Anci Antonio Decaro e coordinata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella. ''Sulla riapertura, ormai imminente, è indispensabile fare chiarezza per poterci consentire di programmare una ripresa in sicurezza. Se le mascherine saranno obbligatorie per uscire bisogna disporlo e bisogna procurarle, fissare un prezzo e darle a chi non può pagare. Per poter andare a lavorare in autobus o in metro, si deve decidere la nuova capienza dei mezzi e si deve dire di quanto si riduce.

Altrettanto indispensabile -sottolineano i primi cittadini- è riconoscere un sostegno alle famiglie che tornano al lavoro e lasciano i bambini a casa: con un ampliamento del bonus baby sitter, facendo ripartire le attività gestite dal terzo settore, anche se con numeri ridotti per non creare assembramenti''. Dal punto di vista finanziario, i sindaci, che rivolgono le loro richieste al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affermano: ''Il costo del trasporto pubblico locale deve essere integralmente coperto, al di là del reale sviluppo dei chilometri programmati, inevitabilmente ridotto. Così come i tre miliardi assegnati ai Comuni devono essere incrementati liberando avanzi di amministrazione e frenando l'accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità. Rivendichiamo chiarezza su chi fa cosa".

"Le Regioni smettano di interferire sulle nostre competenze, come gli oneri di urbanizzazione e l'occupazione di suolo pubblico. Se il loro intento è collaborare, doveroso in questa fase, ci diano una mano a recuperare le risorse per quei servizi che i cittadini si aspetteranno da noi. È urgente, per esempio, un fondo per il sostegno agli affitti di quelle attività commerciali chiuse per decreto e per il pagamento dei canoni demaniali. Questo -concludono- è il momento di essere responsabili e collaborare. Noi sindaci lo facciamo dall'inizio. Ci aspettiamo gli altri rappresentanti istituzionali facciano lo stesso''.

 
 
 
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