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Corteo funebre per il fratello dell' ex Boss,
aperta inchiesta

di :: 14 aprile 2020 14:22

Corteo funebre per il fratello dell' ex Boss,aperta inchiesta

La procura di Messina ha avviato un'inchiesta sul corteo funebre per Rosario Sparacio, fratello dell'ex boss Luigi diventato collaboratore di giustizia. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile che sta effettuando degli accertamenti per chiarire quanto accaduto e se ci siano stati assembramenti non autorizzati. Gli investigatori stanno sentendo varie persone, qualche elemento potrebbe arrivare anche dalla visione delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza delle strade interessate al corteo funebre per ricostruire quanto e' accaduto.

Il corteo funebre, con alcune decine di persone a piedi e in auto, che aveva accompagnato al Gran Camposanto il feretro , ha sollevato un vespaio di polemiche a Messina e un'indignazione anche sui social dal momento che decreti e ordinanze vietano i funerali e ogni forma di assembramento. Intanto l'Assostampa esprime "solidarieta'" ai giornalisti che hanno raccontato il funerale del fratello di un boss della mafia messinese, dopo che i cronisti sono stati insultati da un familiare del defunto. "In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, impegnati in prima linea per assicurare la migliore informazione possibile sull'emergenza, c'e' chi definisce i giornalisti bugiardi e "pezzi di merda", condividendo attraverso Facebook pesanti insulti e intimidazioni, sol perche' scrivono e raccontano l'anomalo assembramento al corteo funebre del fratello del boss Luigi Sparacio". Lo scrive in una nota l'Assostampa Messina, sindacato unitario dei giornalisti.

"Nessuno giudica il dolore per la perdita di un proprio caro, ne' il desiderio di voler porgere l'ultimo saluto. In questi giorni, sempre piu' spesso negli ospedali si muore da soli, con o senza coronavirus, a causa delle stringenti regole imposte per contenere la diffusione del virus", aggiunge la segreteria provinciale Assostampa. A tanti, non e' negato soltanto il funerale, ma anche il momento prima della morte. Tutti elementi del dolore umano a cui e' innaturale rinunciare, che riguardano tutti noi e che abbiamo raccontato con partecipazione.Da qui l'attenzione che si e' alzata su un corteo in cui nessuno sembra essere intervenuto per fare rispettare regole imposte indistintamente a tutti". L'Assostampa di Messina, nel ribadire il diritto dei colleghi a rappresentare la vicenda che e' ora al vaglio degli investigatori, esprime solidarieta' ai colleghi e chiede che si ponga attenzione a reazioni minacciose, intolleranti e offensive che sempre piu' spesso dilagano attraverso i social e che vedono come destinatari i cronisti che raccontano i fatti.

"Ho approfondito per la prima volta con l'ufficio di gabinetto del Questore una vicenda appresa dalla stampa. I particolari non li posso svelare, posso soltanto ribadire che sono sempre stato lontano dagli ambienti mafiosi ed ho sempre combattuto ogni forma di mafia. Se avessi avuto contezza di questa vicenda avrei agito prontamente come sono solito fare. Non voglio nessun ringraziamento. La mafia mi ha sempre fatto schifo, come ogni qualsiasi altra forma di sopruso". Lo afferma il sindaco di Messina, Cateno De Luca, a seguito del post di un membro della famiglia Sparacio, sulla vicenda del funerale di sabato scorso. "Non ho altro da aggiungere - conclude - anche perché non intendo alimentare gli ipocriti professionisti della finta antimafia, la quale si combatte con la buona e sana Amministrazione e non con certi blasonati convegni o comunicati stampa, utili solo a lavarsi la coscienza per non aver mai fatto nulla di concreto nella lotta al malaffare. La città di Messina non merita di subire queste umiliazioni, soprattutto oggi che ha dimostrato di essere stata compatta nel rispetto delle regole".

 
 
 
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