SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO A {WA-NOMESITO}? CLICCA QUI E REGISTRATI !

 

CORONAVIRUS: RASPANTI (CEI), "C'E' ALLARME SOCIALE, DA PAVENTARE QUASI TENUTA DEMOCRATICA"

29 marzo 2020 18:18
Fonte: Adnkronos

mons antonino raspanti

mons antonino raspanti

Il disagio sociale esasperato dall'emergenza coronavirus soprattutto nel sud del Paese preoccupa la Chiesa italiana che denuncia la situazione in tutta la sua gravità. "Il disagio sociale è un grosso allarme - afferma all'Adnkronos mons. Antonino Raspanti, vice presidente della Cei e vescovo di Acireale - Si prevedeva, ed eccolo". I tecnici della sicurezza sono preoccupati per eventuali disordini 'per il pane', da più parti arrivano appelli affinché il disagio non diventi tema di ordine pubblico.

"Legittimare i disordini mai e poi mai - osserva il vescovo Raspanti - Si innescherebbe una violenza che non è mai foriera di bene. D'altra parte però c'è un problema di fondo: non riusciamo a mettere a tema i nostri governanti, del nord e del sud. Troppa la disparità tra diverse regioni e territori, temi mai presi di petto per far fare un salto culturale alla Nazione. Ora i nodi vengono al pettine. Questa è la prova provata della fortissima disparità".

Monsignor Antonino Raspanti analizza le cause a monte: "Se nella maggior parte del Paese si vive con lavoro nero o arrangiaticcio del giorno per giorno" bisogna essere consapevoli che un "cassaintegrato non ci rientrerà mai. Penso alle piccole botteghe, tante parti del territorio hanno piccoli esercizi, tutto salta a questo punto. La soluzione non è semplice, si tratta di lavorare insieme: i problemi sono enormi e rischiano di diventare così grossi da temere, non vorrei dirlo, di paventare quasi la tenuta democratica del Paese".

Si tratta di guardare in faccia la realtà è di prendere di petto la situazione o si rischia l'effetto boomerang."La Chiesa cattolica - dice il vescovo Raspanti - ma anche tante agenzie, personalità della cultura, lo denunciano da tempo. Quando abbiamo iniziato a tagliare vuole dire che c 'erano già emorragie. I soldi si sono persi con il risultato di più corruzione e un abbassamento oggettivo dei servizi. Serve una riforma morale e culturale".

Il vice presidente Cei e vescovo di Acireale invita a prendere le distanze da chi soffia sulle braci: " C'è chi sobilla e alcune frasi che si sentono oggi sono quantomeno sconcezze, però si sentono e hanno presa. La verità è che molte misure prese ieri e oggi non sono adeguate perché il territorio nazionale è impari. Le Regioni povere sono sempre più povere. Le vogliamo incolpare ?Ecco i risultati. Non giochiamo con cose importanti, fare rispettare le regole. C'è il rischio dell'effetto boomerang".

 
 
 
ULTIME NOTIZIE
 
 
 
x

ATTENZIONE