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Coronavirus, in 3 mesi persi 11mila artigiani

di :: pubblicato il 24 maggio 2020 09:39 :: aggiornato il 25 maggio 2020 16:11

inps

Inps

Nei primi 3 mesi di quest'anno il numero complessivo delle imprese artigiane presente in Italia è sceso di 10.902 unità, e il peggio dovrebbe purtroppo sopraggiungere nei prossimi mesi, quando l'effetto economico negativo del Covid si farà sentire con maggiore intensità. E' un vero e proprio grido di allarme quello lanciato dalla Cgia che prevede un futuro a tinte fosche. La voglia di lottare e di risollevare le sorti economiche delle propria attività da parte di tanti piccoli imprenditori c'è, ma i buoni propositi potrebbero non bastare. "Non è da escludere che entro la fine dell'anno lo stock complessivo delle imprese artigiane presente nel Paese si riduca di quasi 100mila unità, con una perdita di almeno 300mila posti di lavoro", sottolinea Paolo Zabeo, coordinatore dell'ufficio studi.

E anche i tanto attesi contributi a fondo perduto introdotti con il Dl Rilancio a favore delle piccole attività, rischiano di non sortire gli effetti sperati. Secondo i dati della Cgia infatti la dimensione economica del ristoro risulta molto contenuta. La copertura delle perdite per le attività che hanno subito il lockdown arriverà, nella migliore delle ipotesi, a 1/6. A registrare il saldo più negativo in termini assoluti sul primo trimestre del 2020 sono Lombardia (-1.814 imprese), Emilia Romagna (-1.215), Piemonte (-1.068) e Veneto (-1.002). Su base provinciale, invece, le situazioni più pesanti di contrazione delle imprese artigiane si sono verificate nelle grandi aree metropolitane. In particolare a Torino (-544), Milano (-490), Roma (-421), Bari(-346) e Bologna (-274). Su 105 province analizzate, le uniche che hanno registrato un saldo positivo sono state tre: Trieste (+11), Imperia (+16) e Catania (+76). "L´artigianato ha bisogno di sostegno perché è l´ elemento di coesione sociale del nostro sistema produttivo. Se spariscono le micro imprese, rischiamo di abbassare notevolmente la qualità del nostro made in Italy", dichiara il segretario della Cgia, Renato Mason. "E´ vero che con il decreto Rilancio sono state introdotte diverse misure tra cui l´azzeramento del saldo e dell´acconto Irap in scadenza a giugno, la riproposizione dei 600 euro per il mese di aprile e la detrazione del 60% degli affitti, ma ciò è ancora insufficiente a colmare la rovinosa caduta del fatturato registrata in questi ultimi mesi da tantissime piccole realtà". A tutto questo si aggiunge la previsione sui consumi delle famiglie italiane che, rispetto al 2019, è data in crollo di circa 75 miliardi. Un tonfo che andrà a colpire proprio artigiani, piccoli commercianti e lavoratori autonomi.

 
 
 
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