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Assemblea regionale, approvati cinque articoli
è scontro tra Musumeci e Sammartino

di :: 30 aprile 2020 08:07

regione siciliana

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Una seduta tutta in salita quella di oggi dell'Assemblea regionale siciliana che fino adesso ha approvato i primi cinque articoli, su 26, della legge di stabilità. Sala d'Ercole ha dato il via libera all'articolo 1 che concerne le 'disposizione in materia di enti locali', all'articolo 2 sui 'provvedimenti in materia socio-assistenziale', all'articolo 3 'Iniziative in favore dello sport', all'articolo 4 sulle 'disposizioni in materia sociale' e all'articolo 5 che contiene le norme 'di autorizzazione all'uso dei fondi extraregionali e all'attivazione di strumenti finanziari'. Ko del governo su un emendamento del Pd all'articolo 1 che ha portato da quattro a cinque milioni di euro i fondi per l'Oasi di Troina, recuperando la copertura dal capitolo che riguarda i fondi del turismo. Via libera anche all'emendamento che prevede un bonus da mille euro per gli operatori sanitari impegnati nei reparti Covid. La seduta è stata sospesa e aggiornata a questa mattina. 

"Penso - ha detto il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè in chiusura dei lavori - che continuando così domani potremmo concludere". Una seduta segnata da diverse interruzione, la più importante quella avvenuto dopo lo scontro tra il presidente della Regione Nello Musumeci e il deputato di Italia Viva Luca Sammartino che ha portato il governatore a lasciare l'Aula. Sammartino aveva chiesto il voto segreto su un emendamento, richiesta che ha provocato l'ira del governatore. "La sua richiesta non fa onore né a lei né a questo parlamento - ha tuonato Musumeci - In un momento in cui tutta la comunità siciliana si aspetta chiarezza, lei nel voto alla legge di stabilità chiede il voto segreto. Si vergogni. E per protesta lascio l'Aula. Mi auguro che di lei e di quelli come lei si possa preso occupare ben altro Palazzo".

Levata di scudi dalle opposizioni che hanno accusato il governatore di aver "offeso tutto il parlamento". "Crediamo che mettere in discussione le prerogative di un Assemblea parlamentare e offendere l'onorabilità dei suoi deputati - hanno sottolineato i capigruppo Lupo, D'Agostino, Fava e Pasqua - sia un comportamento irricevibile e incompatibile con l'alta responsabilità della funzione che Musumeci ricopre". "Preso da un momento di rabbia o confusione il presidente della Regione ha detto una cosa che non doveva dire. Sono dispiaciuto e in grande difficoltà, è un comportamento che non giustifico - ha commentato il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè - Nessun deputato può essere incolpato del fatto che esiste il voto segreto".

A fare quadrato intono al governatore è stata invece la maggioranza. "La richiesta di votare con voto segreto sui soldi dei siciliani, soprattutto in tale contesto emergenziale, è inaccettabile anche perché di questa finanziaria sono state protagoniste le opposizioni in commissione Bilancio" hanno sottolineato i capigruppo Lo Curto (Udc), Calderone (FI), Amata (FdI), Pullara (Popolari autonomisti), Catalfamo (Lega) e Genovese (Ora Sicilia).

 
 
 
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