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Incassava soldi del comune di Nicolosi,
sequestrati beni a ex dipendete

di :: 04 novembre 2020 08:19

guardia di finanza

Guardia di Finanza

I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catania hanno eseguito un provvedimento finalizzato al sequestro preventivo di somme e beni, per un ammontare complessivo di 61.000 euro, nella disponibilità di un ex dipendente comunale di Nicolosi accusato di peculato. I militari della Compagnia di Paternò avrebbero riscontrato la distrazione di fondi pubblici, negli anni dal 2013 al 2019, da parte di un impiegato infedele, oggi in pensione, così come denunciato dallo stesso Comune a seguito di una verifica interna condotta dai propri uffici finanziari. Nello specifico, le indagini hanno permesso di ricostruire le procedure di pagamento adottate dall´ente pubblico nel periodo d´interesse e di scoprire l´illecito sistema, tanto semplice quanto efficace, messo in atto dall´indagato.

Fino allo scorso dicembre, infatti, all´esaurimento del denaro anticipato dal Comune per pagare i propri servizi, l´ufficio ragioneria emetteva alla propria tesoreria, funzione svolta da un istituto bancario, un mandato di pagamento a favore di Poste Italiane. Il dipendente comunale allora preposto allo specifico servizio, oggi indagato, prelevava presso la Banca-tesoriere l´intera somma corrispondente al mandato, ma ne versava solo una parte alle Poste, tenendo indebitamente per sé la differenza. Per far figurare comunque un versamento pari a quello del mandato e superare senza rilievi il riscontro documentale operato in un secondo momento dalla Banca, le cifre riportate sulla ricevuta rilasciata dalle Poste venivano però abilmente alterate dall´impiegato prima del deposito del documento e dell´archiviazione della pratica. Tale circostanza è emersa chiaramente nel corso dell´esame comparativo effettuato dalle fiamme gialle tra i mandati di pagamento emessi dal Comune, i corrispondenti bollettini di versamento acquisiti presso le Poste e le ricevute, che riportavano le modifiche, depositate negli archivi comunali. Tale comparazione ha fatto emergere una differenza di valori tra il prelevato ed il versato, ovvero di quanto indebitamente sottratto negli anni dal dipendente, complessivamente pari a 61.000 euro.

 
 
 
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