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Spaccio di droga a domicilio,
emesse 22 ordinanze

di :: pubblicato il 20 gennaio 2021 07:05 :: aggiornato il 22 gennaio 2021 08:04

Spaccio a gestione familiare. C'è anche questo nell'operazione antidroga eseguita a Catania dai carabinieri che ha portato a 22 misure cautelari (10 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 obblighi di dimora). Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e andate avanti dal novembre 2019 al marzo 2020, grazie a un sistema di videoripresa, hanno permesso di scoprire come a dirigere la piazza di spaccio con sede nell'intersezione fra via Concordia e via Cordai, fosse Michele Balsamo, finito oggi in carcere, che con l'aiuto della moglie Angela Sapuppo, per la quale sono scattati i domiciliari, e del suocero, Francesco Sapuppo, anche lui destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ad occuparsi della gestione del traffico di droga, soprattutto cocaina. L'organizzazione, che si avvaleva di pusher e vedette, era in grado di garantire centinaia di cessioni giornaliere per un giro d'affari medio stimato intorno ai 10mila euro al giorno. Le telecamere degli investigatori hanno ripreso proprio la moglie dell'uomo mentre, con un bambino in braccio, aiutata il marito a recuperare una busta di droga.

Durante le indagini, supportate da attività tecniche di intercettazione, l’attenzione degli investigatori si è focalizzata anche sulla figura del taxista Farinella Eugenio, assiduo frequentatore della “piazza” di via Concordia, il quale, secondo la ricostruzione dei carabinieri, insieme all’amico e collega Agatino Carnazza, svolgeva, parallelamente all’ordinaria attività lavorativa, un’attività illecita di spaccio di cocaina rivendendo lo stupefacente - a prezzo maggiorato – ai clienti di un locale notturno (night), oppure facevano da tramite per gli acquirenti che preferivano non esporsi all’acquisto della droga. Le indagini si sono poi concentrate sulla figura di Mario Grillo, posto agli arresti domiciliari in via D’Amico, nei pressi della stazione ferroviaria di Catania, secondo l’accusa, ideatore ed organizzatore di un traffico di stupefacenti del tutto innovativo, che prevedeva la consegna di cocaina e crack esclusivamente “a domicilio” o “su ordinazione” servendosi di due corrieri, i quali si muovevano a bordo di scooter e con al seguito solo i piccoli quantitativi di droga richiesti dai clienti, eliminando così i rischi connessi ad un eventuale controllo delle forze dell’ordine e più in generale alla gestione di una piazza di spaccio all’aperto.

Le cessioni avvenivano infatti in tempi brevissimi, grazie ad un collaudato sistema di “ordinazione telefonica e consegna” che prevedeva la possibilità di ricevere lo stupefacente sia direttamente a casa oppure in qualsiasi altro luogo d’incontro della città. I tempi di intervento sono stati particolarmente brevi in attuazione di un consolidato protocollo di indagini seguito dalla Direzione Distrettuale Antimafia per contrastare il fenomeno delle piazze di spaccio a Catania e che ha consentito di eseguire l’ordinanza cautelare nei confronti dei 22 indagati solo dopo pochi mesi rispetto alla condotta contestata (l’informativa finale è stata depositata a fine maggio 2020 mentre la richiesta di misura cautelare è stata depositata nel giugno 2020). Dieci degli indagati sono risultati percettori del “reddito di cittadinanza” e pertanto verranno segnalati all’autorità competente per valutare la sospensione del beneficio.

 
 
 
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