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Smantellate due piazze di spaccio nel Catanese, eseguiti 16 provvedimenti

di :: pubblicato il 01 dicembre 2020 07:55 :: aggiornato il 02 dicembre 2020 09:44

carabinieri

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Su delega della Procura di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, supportati da personale del Nucleo Cinofili di Nicolosi e del XII° Reggimento Carabinieri Sicilia, hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di 16 persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’attività di indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gravina di Catania da aprile ad agosto 2019, e coordinata dalla Procura, ha consentito di individuare due distinte gruppi criminali - operanti principalmente sulla via Francia di Gravina di Catania, nonché sul territorio del Comune di Mascalucia e in zone limitrofe, secondo l'accusa, rispettivamente dirette da Giuseppe Nicolosi, alias “Kawasaki” e Roberto Cerami, che si spartivano il territorio per lo spaccio di stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana”. Le indagini, effettuate mediante attività tecniche e dinamiche, corroborate dalle dichiarazioni di alcune persone informate dei fatti, hanno consentito di far emergere l’operatività dell’associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, di cui si è potuto delineare in dettaglio la struttura, le posizioni di vertice, i ruoli dei singoli membri, nonché le dinamiche gestionali con cui il gruppo operava e gestiva la “piazza di spaccio”.

I militari,  hanno sequestrato ingenti quantitativi di stupefacente, grazie al monitoraggio della numerosa clientela dei due gruppi criminali. Nel corso delle indagini, a seguito di ripetuti interventi di riscontro effettuati dall’Arma dei Carabinieri, secondo la ricostruzione, Nicolosi, sospettando di essere monitorato, si sarebbe messo alla ricerca, poi risultata fruttuosa, di eventuali apparecchi di captazione audio-video nascosti nella prossimità dell’area di spaccio da lui gestita.

A seguito del rinvenimento delle microspie si registrava l’iniziativa di uno degli indagati (non colpito dal provvedimento restrittivo), vicino a Nicolosi, il quale non avrebbe esistato ad incendiare un’area a verde attigua al civico 2 di via Francia nel presumibile tentativo di distruggere eventuali telecamere presenti, mettendo così in serio pericolo anche l’incolumità dei residenti. L’incendio, infatti, l'incendio è stato domato solo grazie all’intervento dei Vigili del fuoco. 

Sedici le persone raggiunte dal provvedimento nell'operazione 'Family Drug' dei carabinieri, ci sono tre indagati ai domiciliari, mentre una sedicesima persona, anche questa destinataria di arresto domiciliare, e' al momento ricercata all'estero. In carcere sono finiti,  Giuseppe Nicolosi, 38 anni; Giovanni Daniele Bonaventura, 47 anni; Cristian Bufardeci, 44 anni; Domenico Buttafuoco, 42 anni; Ester Caruso, 36 anni; Roberto Cerami, 47 anni; Andrea D'Arrigo, 33 anni; Angelo Nicolosi, 21 anni; Emanuele Nicolosi, 33 anni; Massimo Pappalardo, 55 anni; Agatino Saitta, 30 anni; Salvatore Tomarchio, 47 anni. Ai domiciliari sono finiti il 31enne Giuseppe Bonanno, la 29enne Daniela Regina Rita Rapisarda e il 28enne Antony Reitano.

"Congratulazioni all'Arma e alla Magistratura per le operazioni, attualmente in corso in diverse zone dell'Italia, per il contrasto allo spaccio di droga. I Carabinieri, con il loro incessante lavoro sul territorio, sono un baluardo contro le mafie": così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha commentato in una nota le operazioni di questa mattina da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Roma, di Catania e di Trento. Diversi sono i provvedimenti in corso in tutta Italia da parte dei Carabinieri: 15 arresti a Catania, 23 indagati a Trento, 28 le persone arrestate in un blitz dei Carabinieri del Comando provinciale di Roma, nel Lazio, in Campania e in Veneto ritenute appartenenti a un'organizzazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e, a vario titolo, di estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali gravissime, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, reati, per la maggior parte, aggravati dal metodo mafioso. "Complimenti ai Carabinieri, alla Polizia, alla Guardia di Finanza e alla Magistratura in prima linea nella battaglia per la legalità al fianco dei cittadini" ha concluso Guerini.

 
 
 
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