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Reddito di cittadinanza
anche a condannati per mafia, 76 denunciati

di :: 27 aprile 2021 07:46

carabinieri archivio

carabinieri archivio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato Lavoro, hanno individuato e denunciato all'Autorità Giudiziaria 76 persone accusate di aver ottenuto indebitamente il reddito di cittadinanza utilizzando dichiarazioni false, nonché omettendo informazioni dovute.

La Procura di Catania guidata da Carmelo Zuccaro, ha conseguentemente emesso nei confronti degli stessi un decreto di sequestro preventivo delle rispettive carte di reddito di cittadinanza. L'indagine ha consentito di appurare che tra tutti i cittadini denunciati ve ne sono 25 che hanno personalmente richiesto ed ottenuto il beneficio pur essendo stati condannati per mafia, circostanza ostativa alla concessione del beneficio. Tra i beneficiari sono stati scovati affiliati di diverse cosche mafiose come i Santapaola-Ercolano a quanto pare circa 50, ma anche elementi dei Mazzei, Cappello, Laudani, Cursoti Milanesi, Pillera, Scalisi e Santangelo-Taccuni. 

Tra loro anche alcuni dei partecipanti al summit mafioso del 2009, presieduto dal capo pro tempore di Cosa Nostra catanese Santo La Causa, allora superlatitante, interrotto dall'irruzione dei militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catania. Ed ancora l'autore di un efferato omicidio di mafia commesso nel 1999; un elemento apicale di un clan che ha rinnegato il figlio diventato collaboratore di giustizia e destinatario di minacce consistite nell'affissione di necrologi per le vie del proprio paese all'indomani delle notizie relative alla sua collaborazione. L'importo complessivo finora riscosso e' stato quantificato in oltre 600 mila euro. L'indagine dei carabinieri ha interessato l'Inps che ha revocato il beneficio con efficacia retroattiva e l'avvio delle necessarie procedure di restituzione di quanto illecitamente percepito. Gli indagati hanno percepito il reddito di cittadinanza dall'aprile del 2019.

 
 
 
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