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Processo Ciancio: sentiti 4 ex giornalisti del quotidiano "La Sicilia"

di :: 31 ottobre 2019 17:10

mario ciancio sanfilippo

Mario Ciancio Sanfilippo

Nuova udienza del processo per concorso esterno all'associazione mafiosa a carico dell'imprenditore ed editore Mario Ciancio Sanfilippo davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Catania. Oggi hanno deposto quattro ex giornalisti del quotidiano La Sicilia: l'ex inviato speciale Tony Zermo, l'ex vice direttore Domenico Tempio, l'ex inviato Beppe Testa e l'ex redattore di Antenna Sicilia, Giuseppe Lazzaro Danzuso. I quattro sono stati sentiti riguardo alcuni dei temi al centro del procedimento e tra questi la protesta, nel 1993, del boss Ercolano con Mario Ciancio per un articolo de La Sicilia in cui veniva definito mafioso.

"La stanza del direttore - ha spiegato Tony Zermo - era sempre aperta, senza controlli, e vi potevano entrare tutti: da ministri a farabutti".

Riguardo la mancata pubblicazione del necrologio dei familiari per la morte di Beppe Montana, funzionario della squadra mobile di Palermo assassinato dalla mafia il 28 luglio 1985, ha raccontato che la "decisione fu dell'allora condirettore Gino Corigliano per il contenuto del messaggio: c'erano delle regole, ma in quell'occasione era opportuno fare un'eccezione. Il Cdr prese subito le distanze e critico' la scelta. Ho sempre pensato che Corigliano sbaglio' a non farlo pubblicare, ma le accuse rivolte poi al giornale e alla redazione sono state inappropriate e inopportune".

Sulla vicenda Domenico Tempio, che all'epoca lavorava ad Antenna Sicilia, ha riferito di avere appreso dal proto del quotidiano che era stato "Corigigliano a non autorizzare la stampa del necrologio e che aveva anche dato indicazioni di intervistare i familiari di Montana".

Sulla pubblicazione su La Sicilia, nel 2008, di una lettera del boss Vincenzo Santapaola, figlio del capomafia Benedetto, detenuto in regime di 41bis, Tony Zermo ha spiegato di avere avuto la missiva da fonti legali e di avere deciso lui di stamparla perche' "era una notizia".

L'ex vice direttore ha spiegato detto di "essere rimasto sorpresa della pubblicazione, di cui non era stata informato. E quando chiese chiarimenti gli fu detto che era stata una decisione concordata con l'allora capocronista. Nuova udienza il prossimo 16 gennaio.

 
 
 
 
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