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Piccola Nicole, le condanne di primo grado

di :: 03 marzo 2020 21:47

tribunale

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Cinque anni e nove mesi di reclusione ciascuno per la morte della piccola Nicole Di Pietro, la piccola nata alla clinica Gibiino e deceduta alcune ore dopo mentre era un'ambulanza diretta all'ospedale di Ragusa il 12 febbraio del 2015. Il giudice monocratico Giuseppina Montuori ha condannato in primo grado: la ginecologa Maria Ausilia Palermo (due anni per omicidio colposo, 3 anni e 8 mesi per i falsi e un mese per lesioni colpose); tre anni per il neonatologo Antonio Di Pasquale e l'anestesista Giovanni Gibiino (la pena e' relativa solo ai falsi, mentre sono stati assolti per omicidio colposo); tre anni e due mesi per l'ostetrica Valentina Spano' accusata di falso. La sentenza prevede anche la condanna degli imputati e della clinica Gibiino al pagamento di una provvisionale da 100 mila euro ciascuno ai genitori della piccola Nicola, Andrea Di Pietro e Tania Laura Egitto e 30 mila euro nei confronti di altri quattro parti civili, i nonni della neonata.

La dottoressa Palermo dovra' risarcire anche la clinica Gibiino che si era costituita parte civile nel processo, come l'assessorato regionale alla Salute. Il giudice ha ritenuto colpevole di omicidio colposo soltanto la ginecologa Maria Ausilia Palermo e assolto per lo stesso reato il neonatologo Antonio Di Pasquale e l'anestesista Giovanni Gibiino. Per i tre medici la Procura aveva chiesto la condanna a sei anni e tre mesi di reclusione ciascuno per "aver cagionato il decesso" della neonata per "arresto irreversibile delle funzioni vitali consecutivo a grave sofferenza acuta fetale". In particolare la ginecologa, ha sostenuto l'accusa, "avrebbe effettuato un monitoraggio inadeguato della partoriente nella fase di travaglio" e "non avvedendosi di una sofferenza fetale in atto, ometteva colposamente di intervenire chirurgicamente con un parto cesareo". Il Tribunale ha assolto Di Pasquale e Gibiino dal reato di omicidio colposo con la formula "perche' il fatto non sussiste" e ha ridimensionato l'accusa di falso aggravato limitandola alla dichiarazione di "aver proceduto all'intubazione della neonata entro il quinto minuto di vita".

All'ostetrica Valentina Spano' e' stato contestato di avere, "assieme alla dottoressa Palermo come istigatrice, attestato falsamente nella scheda di travaglio della partoriente, un valore del battito cardiaco del feto incompatibile con le reali condizioni di salute di Nicole". La ginecologa e' stata condannata a un mese per lesioni personali colpose nei confronti della madre della piccola Nicole, Tania Laura Egitto per "la mancata rimozione di una garza durante le fasi di applicazione dei punti di sutura post partum, con conseguente insorgenza di un'infezione protrattasi per 13 giorni fino alla definitiva rimozione del corpo estraneo, avvenuta al pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro di Catania". I quattro imputati sono stati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni.

 
 
 
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