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Operazione antimafia, colpiti i clan Laudani e Santapaola.

di :: pubblicato il 16 dicembre 2020 06:53 :: aggiornato il 17 dicembre 2020 11:27

guardia di finanza

guardia di finanza

Maxi operazione antimafia a  Catania. Dalle prime ore di questa mattina, oltre 100 finanzieri del  Comando provinciale di Catania, con il supporto dello Scico (Servizio  centrale investigazione criminalità organizzata), hanno eseguito un'ordinanza di misure cautelari, emessa dal gip su  richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catania, nei  confronti di 18 persone. Sono accusate a vario titolo di associazione  a delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, turbativa d'asta,  favoreggiamento personale, detenzione e porto di armi da  fuoco. Colpiti i clan Laudani e Santapaola. I particolari  dell'operazione saranno illustrati durante una conferenza stampa  convocata alle 10 al Nucleo di Polizia economico-finanziaria  di Catania.

 La guardia di finanza ha sequestrato anche delle quote societarie e il patrimonio di una impresa di trasporti per un un valore di circa un milione di euro. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata per le 10 nella sede del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania. Dei 18 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, dieci sono finiti in carcere e otto ai domiciliari. Il sequestro preventivo e' stato eseguito nei confronti della 'Friscus Srl', societa' che opera nel settore della logistica per trasporti, la cui proprieta', secondo la ricostruzione, sarebbe stata intestata fittiziamente a una prestanome del clan per eludere gli accertamenti patrimoniali.

L'indagine e' stata denominata 'Report' in riferimento agli ordini che Orazio Scuto, reggente del clan Laudani per la zona di Acireale, detenuto a Caltanissetta, riusciva a impartire da carcere gestendo secondo l'accusa, "anche la 'Friscus Srl'." Il clan dei Laudani nella zona di Acireale, secondo la ricostruzione, sarebbe stato gestito sul territorio da Litterio Messina, detto 'Rino', che e' tra i dieci finiti in carcere. Emersi otto casi di estorsione messi in atto ai danni di imprenditori catanesi, mentre in altre circostanze i componenti del clan avrebbero agito per favoreire illecitamente alcune aziende e professionisti che, a fronte di crediti commerciali non pagati, invece di procedere legalmente avrebbero preferito ricorrere all'intermediazione della mafia e della sua forza intimidatrice per recuperare le somme.

L'inchiesta ha poi portato alla luce le interferenze di Cosa nostra nelle procedure giudiziarie di vendite all'asta di beni: alcuni appartenenti ai laudani o comunque vicini al clan sarebbero intervenuti in diverse occasioni affinche' gli imprenditori dichiarati falliti, nei cui confronti era stata attivata una procedura di esecuzione immobiliare, potessero rientrare facilmente in possesso dei beni messi all'asta. Minacce e intimidazioni, in questo caso, erano gli strumenti usati dal clan per inibire la partecipazione di altri potenziali acquirenti alle aste. I beni, in questo modo, tornavano agli imprenditori falliti attraverso dei prestanome. In un caso il clan costrinse l'acquirente di un bene messo all'asta a rivenderlo a un prezzo basso. Gli indagati avevano a loro disposizione anche un arsenale, utilizzato per le intimidazioni e le minacce.

Questi i dieci destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania nell'ambito dell'inchiesta 'Report', che ha colpito i clan mafiosi Santapaola e Laudani: Carmelo Bonaccorso, 57 anni; Rosario Bonanno, 58 anni; Girolamo Brancato, 47 anni; Giacomo Caggegi, 40 anni; Alberto Gianmarco Angelo Caruso, 40 anni; Mirko Pompeo Casesa, 37 anni; Salvatore Mazzaglia, 63 anni; Litterio Messina, 58 anni; Antonino Puglisi, 55 anni; Orazio Salvatore Scuto, 61 anni. Ai domiciliari, invece, sono finiti: Dante Giuseppe Tiezzi, 58 anni; Rosaria Gabriella Sidoti, 48 anni; Vincenzo Massimiliano Pappalardo, 51 anni; Luca Anicito, 46 anni; Alfio Giuffrida, 54 anni; Rosario Mannino, 56 anni; Gianfranco Antonino Pappalardo, 48 anni; Valentina Concetta Caterina Scuto, 33 anni.

 
 
 
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