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Operazione antimafia a Catania,
emessi 52 provvedimenti

di :: 23 giugno 2020 08:44

polizia

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Questa mattina,gli agenti della Polizia di Stato, hanno portato a termine una vasta operazione antimafia, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, guidata da carmelo Zuccaro. Centinaia di uomini della Polizia di Stato, con i reparti speciali e i nuclei investigativi, hanno eseguito 52 misure, di cui 44 di custodia cautelare in carcere a carico di presunti appartenenti al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, coinvolte anche mogli e figli dei boss.

 Ai vertici dell'organizzazione, la Dda di Catania colloca lo storico capomafia Salvatore Cappello, ergastolano e detenuto in regime di 41bis. Le indagini hanno preso avvio nel gennaio 2017 e rappresentano il proseguo dell'inchiesta su Sebastiano Sardo, esponente di vertice del gruppo mafioso, a capo di una 'cellula' interna dedita prevalentemente al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Si sono concluse nel gennaio 2019. Un'associazione mafiosa, secondo la ricostruzione, dedita alla "commissione di delitti contro la persona, quali gli omicidi, perpetrati al fine di mantenere i rapporti di forza sul territorio, di tutelare i membri della consorteria, nonche' per espandere il proprio predominio criminale". Il clan commetteva anche reati contro il patrimonio (rapine, furti ed estorsioni) e delitti connessi al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Tutto questo, secondo l'accusa, per "acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, autorizzazioni e di appalti pubblici e per realizzare, comunque, profitti o vantaggi ingiusti". La squadra mobile di Catania e agenti dello Sco hanno anche eseguito il sequestro dell'intero patrimonio aziendale della societa' 'Sc Logistica s.r.l.' di Catania, e di conti correnti e depositi e rapporti finanziari intrattenuti secondo l'accusa, da Mario Strano, accusato di dirigere il gruppo di Monte Po del clan, che era legato alla 'famiglia' Santapola-Ercolano e si era poi reso autonomo nel rione di 'azione' alleandosi organicamente al clan Cappello-Bonaccorsi.Una parte degli introiti della cosca arrivavano anche dalla gestione di 'piazze di spaccio' con l'acquisto, l'importazione e la vendita di cocaina e marijuana.

Un giro d'affari, che riusciva. aportare nelle casse del clan, circa 1,5 milioni di euro al mese. L'organizzazione era capace di far arrivare cospicui quantitativi di droga - hashish e marijuana - anche a Malta ed aveva in progetto di farvi giungere due approvvigionamenti al mese. Fondamentale nell'organizzazione era il ruolo delle donne, molte delle quali destinatarie dei provvedimenti restrittivi, che non soltanto facevano le veci degli uomini quando questi ultimi erano in carcere, ma avevano la contabilità del traffico di droga e disponevano il 'recupero crediti'.

"Ci sono tanti ragazzi che sono a nostra disposizione e non li conosce nessuno...". E' una delle frasi intercerttate dalla polizia durante le indagini. "Questa sottocultura ancora raggiunge molte persone. Se diamo poca possibilità di trovare lavoro e risorse economiche lecitamente - ha commentato il procuratore Carmelo Zuccaro - il rischio che certe attrazioni funzionino maggiormente c'è. L'impegno dello Stato dev'essere quello. E' ovvio, la fase repressiva è una fase fondamentale ma non è la più importante. Bisogna offrire lavoro, dare tante possibilità alla gente. Solo così potremo veramente metterli in minoranza. L'organizzazione criminale sgominata dalla Polizia di Stato a Catania poteva contare su "tanti ragazzi, molti giovani che "non conosceva nessuno" e che si mettevano a disposizione. 

"Con questa operazione abbiamo inflitto un fortissimo colpo a una delle organizzazioni mafiose più pericolose e aggressive del nostro territorio: il clan Cappello-Bonaccorsi". Lo ha affermato il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. "Un clan - ha aggiunto il magistrato - che, nonostante le numerose operazioni di polizia giudiziaria che si sono succedute nel tempo, ha dimostrato di una grande capacità di rigenerarsi, espandersi e infiltrarsi nel tessuto economico e sociale". Il procuratore Zuccaro ha sottolineato anche "la grande professionalità dimostrata, ancora una volta, da investigatori esperti e qualificati come quelli della squadra mobile della Questura di Catania e dello Sco della Polizia di Stato".

 
 
 
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