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Operai sottopagati e senza ferie, scattano due arresti

di :: 18 dicembre 2019 08:23

Operai sottopagati e senza ferie, scattano due arresti

Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Catania, coordinati dalla Procura distrettuale, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari del Gip nei confronti di due fratelli catanesi, di 49 e 40 anni, rispettivamente titolare e socio di una società agricola, per sfruttamento del lavoro e violenza privata nei confronti dei propri otto dipendenti. Secondo l'accusa, dal 2015, li pagavano in maniera sproporzionata rispetto ai contratti di lavoro (25 euro al giorno per 10 ore lavorare contro i previsti 64 euro) costringendoli a svolgere turni di lavoro estenuanti, senza fruire di ferie, riposi settimanali ed indennità accessorie. Il lavoro svolto dai dipendenti violava anche la normativa in materia di sicurezza ed igiene. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di due operai romeni allontanati con minacce e violenze dall'azienda. Nei confronti dei due indagati è stata anche disposta la sospensione dall'esercizio dell'attività di impresa per un anno.

“Un plauso ai Carabinieri per l’ennesima operazione che ha permesso di stroncare lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e per aver fatto emergere pratiche illegali e inumane che andavano avanti da tempo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi in merito all’ultima operazione dei Carabinieri di Catania che ha portato all’arresto di due titolari di un’azienda agricola etnea, accusati di violenza privata a danno dei braccianti e di sfruttamento del lavoro. “Quanto è emerso dalle indaigni effettuate dai Carabinieri è un quadro sconcertante. Lavoratori costretti a turni estenuanti, senza ferie, riposi o indennità e per soli 25 euro al giorno. In più molti erano costretti a dormire in baracconi fatiscenti senza alcuna condizione minima di sicurezza e con condizioni igieniche al limite. Bene hanno fatto alcuni lavoratori a denunciare tutto ciò, e ringraziamo le forze dell’ordine per il pronto intervento. Purtroppo queste pratiche malsane, messe in atto da pochi, danneggiano l’intero comparto agricolo e la sua immagine creando – inoltre – una competizione sleale con la stragrande maggioranza delle imprese che lavorano in maniera corretta tutelando i lavoratori e applicando la legge”.

 
 
 
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