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Le mani di cosa nostra sulle scommesse, 336 indagati e 23 misure

di :: pubblicato il 03 marzo 2021 11:56 :: aggiornato il 04 marzo 2021 21:21

guardia di finanza

guardia di finanza

Una illecita raccolta e gestione delle scommesse sportive on line realizzata attraverso una piattaforma di gioco su internet non autorizzata ad operare in Italia, attribuendone la proprietà a una società maltese per occultare il legame con il nostro Paese e le connessioni con la criminalità organizzata siciliana. E' quella scoperta dall'operazione 'Doppio gioco' della Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania che, in collaborazione con lo Scico di Roma, ha eseguito misure personali restrittive nei confronti di 23 persone: 12 destinatarie di custodia cautelare in carcere, due degli arresti domiciliari e nove della misura interdittiva dell'esercizio dell'attività commerciale. Sono indagati, a vario titolo, per esercizio abusivo di gioco e scommesse, evasione fiscale, truffa aggravata, autoriciclaggio.

La Procura distrettuale contesta anche l'aggravante di avere favorito l'associazione mafiosa Santapaola-Ercolano. Dall'inchiesta, coordinata dalla Dda di Catania che ha indagato 339 persone, è emerso che l'organizzazione criminale aveva anche organizzato un illecita raccolta di scommesse "da banco" sull'intero territorio nazionale, attraverso una rete di agenzie collegate per la trasmissione dati, alla piattaforma di gioco. Le indagini hanno permesso di accertare che soltanto una parte minima delle scommesse avveniva on line, mentre la maggior parte delle puntate è stata effettuata in presenza e pagate in contanti. Nel corso degli accertamenti militari del nucleo Pef della Guardia di finanza di Catania hanno sequestrato quasi 180mila euro occultati nel doppio fondo di un'autovettura.

L'operazione è stata ripresa in video e audio dalla guardia di finanza. Il 'giro d'affari' è stimato in oltre 80 milioni di euro, somma complessiva per cui è stato eseguito un sequestro beni equivalenti che, secondo l'accusa, sono comprati riciclando i proventi delle scommesse: disponibilità finanziarie per 62 milioni in Italia, Polonia e Malta; fabbricati e terreni Puglia e in Emilia-Romagna; e una società di ristorazione in Germania. Sono 12 gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Doppio Gioco' coordinata dalla Dda di Catania finiti in carcere. Carmelo Placenti, 46 anni; Giuseppe Gabriele Placenti, 33; Cristian Di Mauro, 27; Carmelo Rosario Raspante, 61; Francesco Catacchio, 40; Corrado Casto, 62; Graziella Barberi, 45; Antonino Agatino Epaminonda, 53; Salvatore Sparacio, 45; Giuseppe Boscarino, 41; Paolo Rampino, 36; Ignazio Russo, 54. Due, invece, gli indagati ai domiciliari: Gino Pennetta e Antonio Di Marzo, di 43 e 48 anni. Per altri nove e' scattata l'interdizione dalle attivita' imprenditoriali che ruotano attorno al mondo delle scommesse.

La brillante operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza, con l'ausilio dello Scico guidato dal generale Alessandro Barbera e coordinata dalla DDA di Catania mette in luce le ramificazioni della mafia nel gioco online. L'inchiesta si e' dipanata tra Italia, Germania, Polonia e Malta e ha portato al sequestro di 80 milioni di euro. È la dimostrazione della capacita' transnazionale della criminalita' organizzata e di accumulare ingenti risorse illecite. Un duro colpo al clan Santapaola-Ercolano ma che deve farci comprendere come la mafia non solo ha capacita' tecnologiche, ma soprattutto la capacita' di infiltrarsi in ogni settore economico e contaminarlo. Se oggi abbiamo 336 indagati e 23 arrestati e' la dimostrazione delle grandi capacita' investigative delle nostre forze dell'ordine e della magistratura ma anche la gravita' della minaccia mafiosa nella nostra societa'". Cosi' in una nota i componenti M5s della commissione parlamentare Antimafia.

 
 
 
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