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«La gente vuole la bellezza e noi italiani siamo i migliori produttori al mondo»

di :: pubblicato il 16 giugno 2021 15:45 :: aggiornato il 19 giugno 2021 12:50

«La gente vuole la bellezza e noi italiani siamo i migliori [...]

«La gente vuole la bellezza e lo dimostrano i dati, i tre milioni di spettatori incollati al televisore per assistere alle opere teatrali e, in particolar modo, quelle prodotte in Italia e che tutto il mondo ci invidia perché noi italiani siamo i migliori produttori di bellezza. Purtroppo assistiamo a tagli alla cultura perché secondo alcuni con l’arte non si mangia. E, invece, la cultura è la prima industria del Paese, lo dimostrano fior di studi universitari».
Il regista Davide Livermore si è presentato così, incantando studentesse e studenti, docenti e cittadini che stamattina non sono voluti mancare alla conversazione nell’auditorium ‘Giancarlo De Carlo’ del Monastero dei Benedettini dell’Università di Catania sul tema «La bellezza non è scontata». Il teatro di regia tra dramma antico e opera lirica.
«Il teatro non ha mai smesso di essere protagonista, neanche in piena pandemia, chi gestisce le strutture teatrali ha continuato a lavorare, da nord a sud dell’Italia, mettendo in campo idee e strategie per accogliere il nostro pubblico, anche se in modo diverso sul piano della sicurezza e degli spazi, anche nuovi, che ci hanno permesso di mantenere il contatto con gli spettatori. Il teatro è della gente. Noi registi, produttori e attori produciamo bellezza per la società» ha aggiunto il regista torinese e attuale direttore artistico del Teatro Nazionale di Genova mentre sullo schermo venivano proiettate le clip della serata d’inaugurazione del Teatro alla Scala del 7 dicembre scorso dal titolo “A riveder le stelle” diretta dal maestro Riccardo Chailly.
E sul suo attuale impegno lavorativo, la regia delle Coefore/Eumenidi, secondo e terzo atto dell’Orestea di Eschilo in programma per la 56esima stagione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, l’allievo di Carlo Majer ha evidenziato l’importanza della Sicilia nel panorama culturale mondiale.
«Per me è un grande onore essere in Sicilia – ha detto il regista, rispondendo alla domanda della conduttrice Laura Rondinella -. La Sicilia è una delle regioni più colte e più importanti del mondo da tutti i punti di vista, e non mi riferisco solo al turismo, alla storia, all’archeologia. Vi invito solo a pensare ai teatri in Sicilia, a quelli di Siracusa, Catania e Taormina e a tutti gli altri luoghi straordinari di questa isola che testimoniano l’importanza e l’unicità di questa terra nella cultura dell’uomo e dell’uomo nel mondo».
E dopo aver risposto alle domande degli studenti dell’Università di Catania – Laura Pernice, Alessandro Di Costa e Marta Bertuna - sui diversi linguaggi dell’arte, sulla regia di un dramma antico (come la tragedia di Elena di Euripide diretta a Siracusa nel 2019), sulla produzione teatrale alla Scala di Milano nel 2018 in cui ripercorso alcune tappe del cinema italiano degli ultimi anni ’50 e sull’Italia di oggi a 150 anni dall’Unità “immortalata” dal regista ne “I Vespri Siciliani” di Giuseppe Verdi, Davide Livermore ha rivolto un invito ai giovani.
«Dovete continuare ad essere giovani nel tempo, ad insegnare a noi ad essere giovani e a creare un futuro diverso da questo perché noi non siamo stati in grado di consegnarne uno migliore – ha detto -. Voi giovani, con la vostra gioventù nel cuore, nella testa e nell’animo, dovete insegnare o indicare una via a tutti quanti noi per poter vedere un futuro migliore».
In apertura il rettore Francesco Priolo ha sottolineato «l’importanza della riapertura dei teatri e di tutti quei luoghi di cultura che permettono a tutti noi di stare in contatto». E, inoltre, ha ringraziato il regista Davide Livermore che «avevamo già incontrato il 12 febbraio scorso con quell’intenso videomessaggio rivolto agli studenti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, lo scorso 12 febbraio».
«Un momento importante per i nostri studenti per crescere e arricchire le proprie conoscenze sulle arti performative, sulla cultura e sullo spettacolo» ha aggiunto la prof.ssa Marina Paino, direttrice del dipartimento di Scienze umanistiche, mentre le docenti Maria Rosa De Luca (musicologa e presidente del corso di laurea magistrale in Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo) e Stefania Rimini (Cinema, Fotografia e Televisione) hanno ricordato che il regista era stato già ospite dell’ateneo nel 2019 e che «nelle sue opere è sempre vivo quell’appello rivolto ai giovani nel segno della formazione e della libertà».

 
 
 
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