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Dissequestro Beni Ciancio: Piraneo, "ora andiamo avanti"

di :: 25 marzo 2020 14:11

la sicilia

La Sicilia

"Che non avessimo portato a casa pane pagato con uno stipendio poco pulito lo abbiamo sempre saputo. Sentirselo dire adesso da un collegio giudicante, leggerlo nelle centodiciassette pagine di una sentenza di un Tribunale di questa Repubblica ci da' ulteriore conforto". Inizia cosi' l'editoriale del direttore del quotidiano 'La Sicilia' Antonello Piraneo pubblicato all'indomani della decisione della Corte d'appello di Catania di dissequestrare i beni dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo, editore del quotidiano etneo.

"Dal settembre 2018 non ci siamo mai fatti distrarre da null'altro che non fosse il nostro lavoro - ancora Piraneo -, non e' accaduto nei giorni caldi della confisca dei beni di Mario Ciancio Sanfilippo, nei quali pure ci e' stato detto di tutto, non potra' certo accadere adesso, impegnati come siamo a raccontare la drammaticita' di queste settimane, in cui si perdono affetti, si affievoliscono certezze, si alimentano paure. Cambia tanto - ancora - perche' ci legittima, una volta di piu', a seguire la nostra, di linea editoriale: dare voce al territorio, essere parte attiva e propositiva di queste citta', delle persone che le abitano". Il direttore del quotidiano evidenzia poi che "la stessa sentenza di ieri ricorda che gia' nel 2012 la Procura di Catania, allora diretta da Giovanni Salvi, aveva escluso il coinvolgimento diretto di questa testata nel caso Ciancio, che resta complessa e da dipanare in altre Aule. Confidiamo - dice - che l'imprenditore, l'editore, l'uomo abbia la possibilita' di chiarire anche li' la propria posizione".

E ancora: "Per portare 'La Sicilia' dov'e' ancora oggi, leader nell'Isola e apprezzata anche fuori da tanti colleghi e da tanti commentatori, ci abbiamo messo l'anima oltre che la faccia, andando ben oltre il dovere professionale. Si e' trattato di difendere la nostra dignita' in una situazione di eccezionalita', quale quella di un giornale sotto sequestro". Adesso andiamo avanti, chiedendo almeno lo stesso impegno a chi guida l'azienda. Ci abbiamo creduto noi, ci hanno creduto i lettori, il tessuto economico e produttivo, i lavoratori, ci hanno creduto gli amministratori giudiziari che hanno ben presto compreso chi fossimo e che sentiamo il dovere di ringraziare per non avere vanificato i nostri sacrifici, non puo' adesso non crederci una proprieta' lungimirante, pur nella consapevolezza della difficolta' di questi anni, di questa era geologica, davanti alla quale si appalesa una crisi che la pandemia ha reso profonda come un abisso da cui sara' difficile risalire. Un'impresa alla quale 'La Sicilia', nel suo piccolo, vuole contribuire".

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