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Dissequestrati di tutti i beni di Mario Ciancio Sanfilippo

di :: 24 marzo 2020 16:42

ciancio sanfilippo

Ciancio Sanfilippo

La Corte d'appello di Catania ha disposto il dissequestro di tutti i beni di Mario Ciancio Sanfilippo che era stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale. Tra le motivazioni dei giudici di secondo grado anche la "mancanza di pericolosità sociale" dell'editore e imprenditore. Tra i beni dissequestrati anche le società che controllano i quotidiani La Sicilia e Gazzetta del Mezzogiorno e le emittenti televisive Antenna Sicilia e Telecolor. Secondo la Corte d'appello di Catania il decreto impugnato "va conseguentemente annullato" perché, scrivono i giudici nelle 113 pagine della sentenza motivata, "non può ritenersi provata l'esistenza di alcuni attivo e consapevole contributo arrecato da Ciancio Sanfilippo in favore di Cosa nostra catanese". Inoltre "non può ritenersi provata alcuna forma di pericolosità sociale" né "è risultata accertata e provata alcuna sproporzione tra i redditi di provenienza legittima di cui il preposto il suo nucleo familiare potevano disporre la liquidità utilizzate nel corso del tempo".

"In un momento difficile per l'intera collettività l'Assostampa Catania prende atto della decisione della corte d'Appello di Catania che annullando la confisca restituisce il patrimonio alla famiglia Ciancio e con esso anche il quotidiano La Sicilia e le altre testate del gruppo (web, radio e tv)". Lo scrive in una nota la sezione etnea del sindacato dei giornalisti. "Finita, dunque, l'amministrazione straordinaria - aggiunge Assostampa Catania - si deve rientrare nella logica di una sana gestione editoriale nel rispetto del contratto e dei diritti dei lavoratori. La Segreteria provinciale, in tal senso, si augura di riprendere al più presto i rapporti istituzionali e sindacali con la direzione a tutela dei giornalisti dipendenti e collaboratori".

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