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Falsi matrimoni per il permesso soggiorno

di :: 07 luglio 2020 16:44

guardia di finanza

guardia di finanza

Avrebbe "concepito" e realizzato matrimoni di "comodo", finalizzati a consentire, a cittadini extracomunitari irregolari in Italia, per ottenere i permessi di soggiorno e, successivamente, anche la cittadinanza italiana. E' l'accusa nei confronti di Sandra Patricia Manyoma, detta "Jessica", colombiana di 46 anni, cui e' stato contestato l'obbligo di dimora dai militari della Guardia di finanza di Catania: sono indagate altre otto persone. L'indagine, iniziata nel 2018, ha permesso di scoprire il sistema criminale e frodatorio tramite cui, a fronte del pagamento di una somma di denaro da parte dello straniero irregolare, veniva organizzato in suo favore un matrimonio con una donna residente in Italia, con tanto di testimoni a "pagamento", spese di bellezza per la finta sposa unitamente alla predisposizione di un rinfresco che rendesse piu' verosimile possibile la cerimonia. Le unioni - hanno scoperto i finanzieri - erano prive di qualsiasi vincolo affettivo tra le parti, le quali non si conoscevano, e addirittura per gli sposi clandestini veniva spesso richiesto l'intervento di un interprete durante il rito civile, poiche' gli stessi non conoscevano la lingua italiana.

La convivenza nella stessa abitazione veniva poi portata avanti per il tempo strettamente necessario al superamento dei controlli o addirittura non avveniva; per tutti gli "attori", inoltre, era prevista l'elargizione di un corrispettivo per l'opera prestata. Nel sistema, secondo la ricostruzione, messo in piedi Sandra Patricia Manyoma, detta "Jessica", era l'"intermediaria" nel procacciamento di stranieri interessati a realizzare la frode, oltre che organizzatrice di tutti gli eventi. Al termine delle attivita' investigative, sono stati quindi contestati agli indagati, in relazione al ruolo da ciascuno sostenuto, i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di falsita' ideologica in atto pubblico (relativamente all'atto del matrimonio in quanto contratto ab origine con "riserva mentale") e di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato per gli stranieri clandestini. I militari della guardia di finanza hanno individuato due matrimoni "combinati" tra un colombiano e un domenicano con due ragazze catanesi, rispettivamente di 34 e 22 anni, di basso profilo sociale. I promessi sposi avrebbero sborsato alcune migliaia di euro per pagare la sposa (mille e 500 euro) e il testimone (mille euro), oltre al rinfresco avvenuto due locali di Catania. Un terzo "sposo" in cerca di permesso di soggiorno conviveva con una donna sudamericana gia' in passata indagata per falsi matrimoni e per sfruttamento della prostituzione.

 
 
 
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