SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO A {WA-NOMESITO}? CLICCA QUI E REGISTRATI !

 

Faida tra clan i Santapaola e gli Ercolano
sei provvedimenti del Ros

di :: pubblicato il 11 giugno 2020 07:17 :: aggiornato il 12 giugno 2020 08:26

controlli dei carabinieri

controlli dei carabinieri

Su delega della Procura di Catania, i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Catania hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di sei presunti affiliati al clan Santapaola-Ercolano nell'ambito di indagini su due omicidi di mafia avvenuti a Catania nel 2014. Nell'operazione 'Dakar' scattata stamattina, due dei provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere. Con il provvedimento cautelare si fa chiarezza sui due episodi, che sarebbero avvenuti nell'ambito di contrasti per questioni di supremazia e di controllo di alcune attività economiche in seno alla famiglia Santapaola - Ercolano, tra la fazione che faceva capo ad Antonino Santapaola ed Alfio Mirabile e quella che faceva riferimento a Giuseppe Ercolano e Francesco Mangion. Le persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi sono Luigi Ferrini, di 46 anni, Angelo Pappalardo, di 42, Pietro Privitera, di 42, Marco Strano, di 48. L'ordinanza è stata notificata in carcere ad Arnaldo Santoro, di 43 anni, e Maurizio Zuccaro, di 59. Le indagini riguardano gli omicidi di Salvatore Di Pasquale, detto 'Giorgio Armani', avvenuto a Catania il 29 aprile del 2004 e di Michele Costanzo, commesso sempre nel capoluogo etneo il 3 maggio successivo.

Gli investigatori del Ros, sono riusciti a identificare gli autori dell’omicidio Di Pasquale e di un ulteriore responsabile dell’omicidio Costanzo. Il tutto è stato possibile grazie ai collaboratori di giustizia Paolo e Giuseppe Mirabile, Fabrizio Nizza, Giuseppe Scollo e Davide Seminara, ascoltati nei precedenti procedimenti, si sono aggiunte le dichiarazioni di Dario Caruana e Francesco Squillaci.

Per l’omicidio di Salvatore Di Pasquale e ferimento e di Pietro Masci. Quando Mirabile rimase vittima di un agguato avvenuto nel 2004, Di Pasquale - che conosceva il legame tra i propri aggressori e la vittima - commise la grave imprudenza di plaudire apertamente all’evento al punto tale da essere “sospettato” di essere coinvolto nel ferimento dello stesso Mirabile. Di qui l’omicidio, che ha visto coinvolti oltre Caruana e Guglielimo già giudicati, Strano, Privitera, Pappalardo e Ferrini, il primo ed il secondo col compito di avvistare la vittima e segnalarne la presenza, il terzo quale componente del gruppo di fuoco con compito di condurre l’autovettura a bordo della quale viaggiavano i killer e l’ultimo quale ulteriore partecipe del commando, col compito di supporto ai killer in caso di necessità.

L’omicidio di Michele Costanzo e ferimento di Antonino Sangiorgi. Nel 2004, un gruppo di fuoco composto da più killer, giunti in parte a bordo di autovettura, assassinava Michele Costanzo, "padroncino" della Mediterranea Distribuzione Logistica (concessionaria della D.H.L.), formalmente dipendente della stessa (in essa si registravano forti interessi economici di Alfio Mirabile, che si atteggiava a dominus della ditta), e feriva Antonino Sangiorgi, rappresentante legale della citata M.D.L., il quale si trovava accanto a Costanzo. La causale del delitto va ancora una volta individuata nella volontà degli Ercolano, storico e aggressivo braccio economico e imprenditoriale della famiglia di cosa nostra catanese, di sottrarre ai Mirabile la gestione della M.D.L.. Ad agire fu il gruppo di San Cocimo, capeggiato da Maurizio Zuccaro, che ha avuto il ruolo di mandante, nella persona di Lorenzo Saitta (già condannato all’ergastolo) e Arnaldo Santoro. A poca distanza dai fatti, inoltre, a carico di Saitta e Santoro fu operato il sequestro di caschi dello stesso modello e colore di quelli calzati dai killer ripresi dalla telecamera di video - sorveglianza della M.D.L. sui quali, all’esito delle indagini di laboratorio, furono rinvenuti residui di polvere da sparo aventi composizione equivalente a quelli rinvenuti all’interno dei bossoli repertati sul luogo dell’omicidio.

 
 
 
ULTIME NOTIZIE
 
 
 
x

ATTENZIONE