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Cisl Fp: "A fine pandemia ricordiamoci dei precari della sanità"

di :: pubblicato il 24 aprile 2021 11:42 :: aggiornato il 26 aprile 2021 15:27

covid 19

covid 19

Sedotti e abbandonati, salutati con una pacca sulla spalla e nient’altro: sarà questo il destino dei lavoratori della sanità assunti per l'emergenza Covid, dalle aziende sanitarie catanesi, se non saranno attuate concretamente le diverse opportunità previste dalla nuova legge di stabilità regionale 2020 e dal riparto per il finanziamento del Sistema sanitario , che prevede l’incremen - to dei tetti di spesa per il personale. «È importante valorizzare il lavoro di queste persone», sostiene Danilo Sottile, segretario generale della Cisl Fp Catania, sottolineando il rischio che a fronte del grande contributo dato durante l'emergenza questi possano trovarsi senza lavoro e senza prospettive quando l’emergenza sarà rientrata. «Ai diversi operatori della sanità è stato riconosciuto l’enorme sacrificio fatto durante la pandemia - dice Danilo Sottile - arrivando a conferire a questi lavoratori, volontari in uno dei momenti più difficili della nostra storia, dei tributi sia simbolici che materiali. Penso ad esempio alla proposta di assegnare il premio Nobel per la pace, o alle varie proposte di bonus economici. Tutte cose encomiabili, sia chiaro, ma non vorremmo che ci si fermasse ai simboli e che, a riflettori spenti, si voltassero le spalle alle stesse persone che hanno fatto tantissimo per la comunità«.

«Allo stato dei fatti - continua Sottile - gli operatori della sanità assunti con contratti a tempo determinato o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i cosiddetti Co.Co.Co., non hanno nessuna garanzia che, una volta terminata l’emergenza, possano continuare il proprio rapporto di lavoro con la sanità pubblica. Senza un’assunzione di responsabilità della parte datoriale, che invitiamo a non girare le spalle a chi nei mesi dell’emergenza è rimasto a presidiare la prima linea della lotta al virus, i “precari Covid” ces - seranno ogni collaborazione con le aziende sanitarie e smetteranno di lavorare. Esistono diversi strumenti adatti a dare un segnale di maggiore stabilità a questi lavoratori: la legge di stabilità finanziaria regionale 2020 prevede di assegnare punteggi aggiuntivi a chi ha prestato servizio durante l’emergenza Covid-19, e il riparto dei finanziamenti per il Sistema sanitario 2021 prevede un incremento dei tetti di spesa per il personale qualora nella Regione emergano ulteriori fabbisogni di personale rispetto alle facoltà di assunzione».

«Proprio per dare concretezza all’impegno legislativo e simbolico preso - conclude Sottile - accogliamo con soddisfazione la ripresa del confronto tra l’assessorato regionale alla Salute, ora rappresentato dal presidente della Regione, Nello Musumeci, richiesto e ottenuto unitariamente dalle segreterie regionali confederali e delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl, Uil, dove uno tra i punti di maggior interesse affrontati ha riguardato proprio il precariato assunto per contrastare il Covid19 e come cogliere l’occasione per pensare e pianificare nuove procedure di selezione di cui possano avvalersi questi lavoratori, sfruttando anche i protocolli già in vigore sullo svolgimento in sicurezza di selezioni pubbliche».

 
 
 
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