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'Catania piu' sicura', continuano i servizi mirati a Librino

di :: 04 gennaio 2020 16:52

'Catania piu' sicura', continuano i servizi mirati a Librino

Continuano senza sosta i servizi mirati da parte della Polizia di Stato coordinati dal Questrore Mario Della Cioppa. Questa volta gli agenti del Commissariato Librino hanno effettuato un controllo straordinario per contrastare l’illegalità diffusa nel quartiere, dove è stato individuato un capannone in disuso adibito estemporaneamente a deposito di numerose autovetture rubate, già smantellate dei relativi pezzi di ricambio. Le autovetture rinvenute, ridotte ormai in carcasse, sono state riconsegnate ai legittimi proprietari. Ulteriori controlli hanno riguardato la repressione dei reati commessi in danno dei minori e gli illeciti in materia di invasione di edifici pubblici, nonché quelli di truffa in danno dello Stato per l’indebito percepimento di sussidi statali. In totale sono stati accertati e contestati 23 reati, indagate 11 persone in stato di libertà, controllate oltre 50 persone e molteplici attività commerciali, risultate totalmente abusive.

In viale Bummacaro, è stata accertata un’attività commerciale abusiva di un bar con annessa sala giochi e rivendita di fuochi d’artificio, allestita in una struttura costruita abusivamente con annesso un immobile ubicato al piano terra di proprietà del Comune di Catania, occupato abusivamente. Secondo la ricostruzion, l'attività era gestita da due minorenni di anni 9 e 10 con l’assenso del padre e del fratello maggiorenne, entrambi impegnati in altra attività lavorativa. Fatto grave è che i minori servivano bevande alcoliche agli avventori e gestivano la cassa, la sala giochi e la vendita di fuochi vietati ai minori di 18 anni, lavorando, tra l’altro, in luoghi non salubri e non sicuri. Durante i controlli, uno dei due minorenni, infastidito dalla presenza degli agenti, avrebbe acceso dei fuochi d’artificio dentro il locale.

Il padre dei bambini e il fratello maggiore, convocati sul posto, sono stati indagati per i reati di vendita e cessione di fuochi d’artificio a minori di anni 18, invasione di edifici e terreni pubblici, sfruttamento del lavoro minorile, mancanza della tabella dei giochi proibiti, frode alimentare e, solo per il padre, in quanto esercente la potestà genitoriale, per la fattispecie di accensione di fuochi d’artificio in luogo pubblico senza autorizzazione. L’ingente quantitativo di fuochi d’artificio è stato sequestrato penalmente e affidato al Nucleo artificieri della Polizia di Stato per la relativa distruzione.

Ulteriore controllo di polizia ha consentito di indagare in stato di libertà 2 soggetti, pregiudicati, in quanto responsabili di detenzione e vendita abusiva di fuochi d’artificio artigianali e cessione di fuochi a minori di anni 14, in quanto colti nell’atto di vendere detti fuochi a diversi soggetti, tra cui un minore di anni 10. È stato eseguito anche un sequestro amministrativo di fuochi pirotecnici in via Domenico Tempio e, nella circostanza, al responsabile sono state contestate le previste sanzioni pecuniarie amministrative.

Effettuati, altresì, controlli volti a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica derivante dall’ingiustificata e non autorizzata assenza di minorenni dalla scuola dell’obbligo. A tal riguardo, è stato accertato che 5 minori hanno abbandonato l’istruzione obbligatoria, diversi dei quali iscritti alla scuola secondaria di primo grado, ossia prima media e terza media; per tale motivo 5 soggetti esercenti la potestà genitoriale sono stati indagati in stato di libertà per i reato previsto dall’art. 131 del codice penale integrato dalla legge 296/2006 (inosservanza dell’obbligo di istruzione dei minori). Infine, nei Viali Moncada e Grimaldi, è stata accertata la presenza di 2 supermercati totalmente abusivi allestiti all’interno di edifici del Comune di Catania e, fatto di rilievo, che uno dei 2 gestori percepisce dal mese di aprile il reddito di cittadinanza. Entrambi sono stati indagati in stato di libertà per il reato di invasione di edifici pubblici, mentre uno anche per truffa aggravata per il l’ingiusto conseguimento di erogazione pubblica.

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