SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO A {WA-NOMESITO}? CLICCA QUI E REGISTRATI !

 

Carcere a vita per il barelliere

di :: pubblicato il 20 maggio 2021 16:39 :: aggiornato il 21 maggio 2021 18:12

tribunale

tribunale

Carcere a vita con l'accusa di omicidio volontario per il barelliere Davide Garofalo di 46 anni, accusato di avere iniettato dell'aria in vena ad almeno tre persone anziane e malate per poi vendere ai familiari i servizi di onoranze funebri a pagamento. Il reato gli e' stato contestato con l'aggravante di avere agevolato gli interessi di Cosa nostra. E' la sentenza di primo grado, presidente Sebastiano Mignemi, dell'inchiesta sull'ambulanza della morte di Biancavilla, nel Catanese. L'indagine fu avviata nel 2017 sulla base delle dichiarazioni di un pentito, che al programma televisivo "Le Iene", svelo' il retroscena inquietante che a Biancavilla la "gente non moriva per mano di Dio", ma per "guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50". Tra le vittime accertate vi erano una donna e un uomo molto anziani e un 55enne deceduto nel 2015. Nell'inchiesta sono stati indagati altri due barellieri per altri episodi simili, a cui sono contestati gli stessi reati avvenuti pero' su altre ambulanze. Le indagini hanno riguardato complessivamente una cinquantina di casi. Garofalo, che ha scelto di essere giudicato col rito ordinario e' stato difeso dall'avvocato Turi Liotta: per lui il pubblico ministero Andrea Bonomo, nel corso della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 30 anni. Il presidente della corte d'Assise ha condannato Garofalo ad una provvisionale di 400 mila euro, 360mila per i familiari delle vittime e 40mila per le associazioni che si sono costituite parte civile e tra queste l'Asp di catania e il comune di Biancavilla. Dovra' ancora essere giudicato, ma con il rito abbreviato, l'altro imputato Agatino Scalisi, accusato di un solo omicidio.

 
 
 
ULTIME NOTIZIE
 
 
 
x

ATTENZIONE