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“Apocalypse food”: Il Codacons chiede "associazione per delinquere e arresto"

di :: 05 gennaio 2020 16:12

polizia

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Dopo l’operazione denominata “Apocalypse food” dello scorso 30 dicembre, su disposizione della Procura della Repubblica di Catania, con il personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. Centrale, che ha eseguito un decreto di perquisizione riguardante ben otto locali ubicati nel centro di Catania: tre esercizi di ristorazione, un minimarket, quattro depositi del tutto abusivi, utilizzati per il ricovero e lo smistamento di merci non idonee al consumo umano, in totale violazione delle più elementari regole preposte alla salvaguardia della salute pubblica, il CODACONS rivolge un plauso alla Procura di Catania ed alle forze di Polizia impegnate nell’operazione. Individuato un ingegnoso sistema finalizzato alla vendita e alla somministrazione di alimenti scaduti, adulterati, in pessimo stato di conservazione, con etichettatura manipolata e contraffatta, privi di tracciabilità, con gravissimo pregiudizio per la salute pubblica.

I prodotti alimentari poi sottoposti a sequestro comprendono pasta, carne, salumi, prodotti ittici, tra cui il salmone, scatolame, farina, olio, vini, bibite e liquori. “In considerazione delle ingenti quantità di alimenti nocivi scovati è stata posta gravemente a repentaglio la salute dei consumatori- spiega l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Codacons Sicilia- ed è probabile l’esistenza di altri esercizi commerciali dediti alla somministrazione di prodotti in cattivo stato di conservazione e/o scaduti, altamente pericolosi per la salute pubblica, pertanto occorre intensificare controlli a tappeto su tutto il territorio. Sono state denunciate cinque persone, per numerosi reati, tra i quali adulterazione, contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate, frode in commercio, ricettazione e violazione di sigilli, ma riteniamo insufficienti le sanzioni irrogate nei confronti dei locali risultati fuorilegge sul fronte della conservazione dei cibi serviti ai clienti. Occorre valutare, inoltre, se sussistono le condizioni per contestare il reato di associazione per delinquere e procedere all’arresto degli autori”.

“Multe da poche migliaia di euro appaiono inadatte a punire il comportamento di chi, al solo scopo di fare profitto, ha messo a repentaglio la salute dei consumatori – prosegue il Presidente Regionale Giovanni Petrone  – Crediamo che nei confronti dei responsabili di gravi violazioni debba essere disposto il ritiro definitivo della licenza”. Ma i risultati dell’operazione di polizia aprono anche un altro fronte: quello dei risarcimenti. Tutti quei clienti dei locali coinvolti dello scandalo in grado di dimostrare di aver consumato cibi e bevande presso gli stessi, possono avviare azioni risarcitorie in relazione non solo alla scarsa qualità del cibo servito, ma anche per i pericoli corsi sul fronte sanitario. In tal senso il Codacons si mette a disposizione dei consumatori per valutare le azioni legali da intraprendere.

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