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A Catania, oltre duecento anni di carcere per 18 imputati

di :: 26 marzo 2020 08:46

tribunale

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Oltre duecento anni di carcere per 18 imputati, con pene comprese tra quattro anni e otto mesi e 20 anni di carcere. E' la sentenza del processo celebrato in abbreviato davanti al Gup di Catania Loredana Pezzino ad una frangia di Paterno' del clan mafioso Laudani, guidata dal boss detenuto Salvatore Rapisarda, condannato a sei anni per la continuazione del reato. Rapisarda e' accusato di aver dato ordini dal carcere attraverso il suo luogotenente Alessandro Giuseppe Farina (condannato a 20 anni) che si avvaleva della collaborazione di sua moglie, Vanessa Mazzaglia (12 anni e un mese), di suo suocero, Antonino Mazzaglia (12 anni e un mese), e di suo nipote Emanuele Farina (13 anni). L'inchiesta, prosieguo dell'operazione 'En Plein' del maggio del 2015 con 19 ordinanze cautelari eseguite dai carabinieri il 19 giugno del 2018, ha permesso di continuare a controllare il clan e a confermare il ruolo di vertice del Rapisarda nonostante la detenzione, da cui, sostiene l'accusa, aveva conferito l'incarico di responsabile ad interim per il territorio di Paterno' al nipote Vincenzo Marano, condannato a 20 anni di reclusione, che gestiva le "piazze di spaccio" e la cassa comune della cosca assicurando il mantenimento degli associati detenuti. Le indagini vennero eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Catania e della compagnia di Paterno'.

 
 
 
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