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Perché Sanremo è Sanremo- edizione 2021

di :: pubblicato il 07 marzo 2021 13:27 :: aggiornato il 09 marzo 2021 11:53

Perché Sanremo è Sanremo- edizione 2021
Dopo un anno difficile, forse il più difficile, a questo Sanremo, arrivato alle 71 candeline, spettava un compito arduo: intrattenere gli italiani facendo finta di niente, modello Angela da Mondello: ‘Non ce n’è Coviddi’. Infatti, come Fiorello ha subito capito, facendo marcia indietro sulla gag delle poltrone vuote, non era il caso di continuare ad indugiare sulla mancanza di pubblico, e quindi di ricordare che il Covid, invece, c’è eccome.
 
Così come è subito scomparso il ridicolo carrellino per i fiori, inutile token della pandemia, dopo che sul palco ci si baciava e abbracciava tutti senza mascherine. Amadeus (6) aveva una grande chance, quella di regalarci un’edizione storica, perché storiche sono le condizioni, ma ha toppato, sbagliando le presenze femminili, gli ospiti, i finti super ospiti e insistendo con la moglie sulla Costa Crociera. Idem la regia (2), da crisi epilettica e forse la più scarsa degli ultimi anni. E poi, francamente, 26 cantanti sono troppi, e pure senza eliminazioni!
 
Inevitabile finire ad orari disumani, che non rendono giustizia nè alle canzoni, nè allo spettacolo, che è stato il vero assente di quest’anno. E gli ascolti lo provano. Se hai così tante esibizioni canore, taglia gli ospiti musicali, a meno che tu non abbia Lady Gaga o gli U2, e lascia solo qualche comico o grande ospitata. Invece no, ospitate di cantanti più o meno dimenticabili, inutili duetti, nessun super ospite che possa definirsi tale.
 
E poi il cast. Prima i cantanti si chiamavano per nome e cognome, al più solo il nome o uno pseudonimo. Quest’anno abbiamo assistito ad una sfilza di nomi strani, in larga parte sconosciuti al grande pubblico, promossi nella categoria Campioni per un motivo o per un altro, anch’esso sconosciuto ai più.
 
Fasma, Coma_cose, la rappresentante di lista, Extraliscio, Willy Peyote, Ghemon solo per citarne alcuni, poi non ci sorprendiamo se gli ascolti sono stati inferiori al passato, nonostante il lockdown e la gente costretta a casa.
Il grande pubblico, le nostre nonne, sono state disorientate, senza un Albano che potesse confortarle. Nonostante il tentativo di svolta Indie di Amadeus, ha vinto un gruppo nato a X- Factor.
 
Passando ai singoli:
Fiorello 7,5
Il mattatore dello scorso anno, si conferma il migliore intrattenitore dello spettacolo italiano. Purtroppo paga l’assenza di interazione con il pubblico, vitale per la sua comicità, e forse esagera con le canzoni e le esibizioni. Senza di lui, comunque, non ci sarebbe stata storia.
SHOWMAN
 
Irama 7,5
Bella canzone, gli resterà il primato di aver partecipato al festival di Sanremo da una camera d’albergo, con la clip delle prove, insomma come noi che telelavoriamo o come gli studenti in DAD. In poche parole, Sanremo su zoom. Mi sarebbe piaciuta la premiazione in video call, magari intravedendo il pantalone del pigiama sotto il giubbino di pelle!
Perché vi garantisco che se fosse stato sul palco, avrebbe vinto e la sua canzone sarà un tormentone estivo.
CANTANTE DA REMOTO
 
Loredana Bertè 8
La voce non è più quella di una volta, ma la grinta sì, e il fisico resta invidiabile. Sciorina un repertorio che i cantanti in gara se lo possono solo sognare e lo fa in maniera dirompente. Poi esce pure la chicca (anche se non escludo un plagio nella intro) del nuovo singolo, che sentiremo molto quest’estate e siamo subito tutte ‘figlie di... LOREDANA’!!
INTRAMONTABILE
 
Michielin-Fedez 7
Francesca ha trascinato un Fedez terrorizzato dal live sul palco dell’Ariston, con il suo talento e la sua voce. La canzone è la mia preferita (sì lo so, sono troppo nazional popolare), quindi sono contenta del secondo posto, alla faccia della sala stampa e di chi accusa Chiara Ferragni di aver dopato il televoto.
Non ci vedo niente di male, non ricopre cariche pubbliche e ha chiesto ai suoi fan di votare il marito. Bella la scena finale con i Maneskin in attesa del verdetto, niente sguardi killer, ma un grande abbraccio tra giovani di talento. Silenziamo gli invidiosi.
TENERI
 
Zlatan Ibrahimovic 5
Figo è figo, eccome, e poi da milanista non posso indugiare mica in critiche eccessive. Ma davvero, la presenza di Zlatan in riviera resta un mistero, secondo solo all’esistenza degli alieni nell’universo. Salvo ‘Io Vagabondo’ con Sinisa, in cui comunque il suo contributo è stato nullo. Meno male che ha dato il suo compenso in beneficienza.
DIMENTICABILE
 
Achille Lauro 6
Era stata la rivelazione dello scorso anno, quest’anno promosso- discutibilmente- a super star. Innovazione, genialità, estro artistico, misti a tamarraggine, sguaiatezza e assenza di voce. 5 serate sono troppe per lui, che rischia la blasfemia e si presenta sul pacco sfatto, e per noi, che lo abbiamo dovuto ascoltare. Qualche momento resterà nella storia del festival, per il resto ci ha rotto gli ‘amici di Maria’.
ESAGERATO
 
Su Aiello che dire, non farò una scontata battuta sull’accoppiata sesso- ibuprofene, ma dico che finalmente avevamo trovato un ragazzo disposto ad ammettere di essere stato uno stronzo, e noi? Lo facciamo arrivare penultimo: siamo proprio senza speranza! Ci meritiamo tutti i monologhi della Palombelli in loop.
 
Orietta Berti 8
Grandissima a mettersi in gioco alla sua età, senza nemmeno il pubblico che potesse concederle la standing ovation alla carriera. Outfit discutibili, incluso il vestito alla Divino Otelma sfoggiato in finale, ma le perdoniamo tutto, anche i tirapugni alla ‘50 cent’, grazie alla sua intonazione impeccabile. Merce rara in questa edizione di Sanremo, con Autotune migliore amico di molti cantanti in gara, e stonature a go go.
Buono pure il piazzamento.
UNA DI NOI
 
Maneskin 9
Hanno vinto meritatamente un festival in cui mancava la classica canzone sanremese, quella una spanna sopra le altre. Insomma, quella che Ermal Meta (6,5) non aveva. Niente ‘rumore’ alla Diodato, ‘trottolini’, cuore-amore, ma nell’anno della pandemia e dei tanti Big sconosciuti ai più (sfido chiunque ad aver riconosciuto i cantanti una volta reso pubblico il cast) vince una ventata di novità ed energia. Sono arrivati con una canzone non sanremese, rivoluzionaria, e hanno vinto a colpi di talento e presenza scenica. E poi c’è Damiano, una garanzia per tutte le età.
FUORI DI TESTA, e noi con loro!
 
Andando alle presenze femminili, grande e bella scoperta per me la Matilda De Angelis (8), brava a tenere il palco, seppure un po’ penalizzata dagli autori. Sono scettica su Elodie (5), bella per carità, ma niente di più, ho trovato eccessive le varie recensioni in giro.
 
JLo e Beyoncé restano lontane anni luce, nonostante la sua storia strappalacrime.
 
Un’edizione in cui è mancata la vera mattatrice. Per le cantanti, nessuna solista arriva purtroppo sul podio, come lo scorso anno, ma segnalo Madame (8), di un talento cristallino. Ne sentiremo parlare. Infine, disastro Palombelli (2). In un anno complicato, una giornalista che poteva dire la sua, con forza e arrivando dritta al cuore sul tema delle donne. Invece il suo monologo si perde tra video, racconti personali, senza un filo logico, senza empatia e senza la necessaria profondità. Un’occasione persa, non risollevata nemmeno dalla presenza della Botteri (6,5), per l’occasione pettinata e vestita forse in risposta alle polemiche, ma troppo imbrigliata nel politically correct. In definitiva, un’edizione che ricorderemo solo per il tentativo di ciò che poteva essere e non è stato. Ma che ci ricorda che la spensieratezza e l’arte devono rivestire un ruolo centrale nelle nostre vite : ‘The show must go on’, sempre e comunque. E adesso andiamo tutti a Rotterdam a prenderci l’Eurovision, vaccino permettendo
 
 
 
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