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Tangenti, i finanzieri arrestano l'ex eurodeputata Laura Comi

di :: 14 novembre 2019 09:12

laura comi

Laura Comi

Questa mattina i finanzieri del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Milano e della Compagnia Busto Arsizio hanno eseguito un'ordinanza nei confornti del dirigente di Afol Giuseppe Zingale finito in carcere,  ai domiciliari l'ex eurodeputata Lara Comi e l'ad di Tigros Paolo Orrigoni.  Tra i reati contestati dalle fialle gialle, c’è la corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e illecito finanziamento ai partiti e ai politici, realizzato da amministratori locali, imprese e professionisti a vario titolo coinvolti nell'indebito drenaggio di risorse pubbliche di societa' e/o enti a partecipazione pubblica.

Nei faldoni, ci sarebbero vicende che riguarderebbero fatti corruttivi tesi a "far ottenere a un imprenditore varesino il cambio di destinazione urbanistica di un'importante area, da industriale a commerciale; a professionisti e imprese compiacenti fittizi incarichi di consulenza, conferiti da societa' a partecipazione pubblica, in cambio della successiva retrocessione agli indagati di parte del corrispettivo incassato a fronte dell'incarico stesso;truffa ai danni del bilancio dell'Unione Europea in relazione a fittizi contratti stipulati per mansioni di collaborazione con spese a carico del Parlamento Europeo, al fine di creare surrettizie provviste di denaro a favore degli indagati mediante la retrocessione di una quota parte del corrispettivo liquidato, illeciti finanziamenti erogati da un imprenditore bresciano a un candidato alle elezioni europee del 26 maggio 2019, emissione di fatture false, allo scopo di occultare i reati".

Nelle intercettazioni, ci sarebbe Nino Caianiello, ritenuto il presunto "burattinaio" del sistema di mazzette, che secondo la ricostruzione, insultava l'ex eurodeputata dandole della "cretina" e poi verbali di indagati, tra cui anche quello del suo ex addetto stampa, che la tiravano in ballo. C'era già questo ed altro su Lara Comi negli atti della maxi inchiesta milanese 'Mensa dei poveri' che oggi, con nuovi sviluppi anche basati proprio sui verbali del "grande manovratore" che da tempo sta collaborando coi pm. "Veniamo sulle due cose, uno questa cretina della Lara a che punto stiamo? perché io la vedo stasera, così gli faccio lo shampoo", diceva Caianiello, intercettato il 29 novembre 2018, parlando con Zingale che gli rispondeva: "il 17 già liquidato, 21 gli ho fatto il contratto".

L’ex eurodeputata Lara Comi, finita oggi ai domiciliari nel secondo filone dell'inchiesta milanese su presunte tangenti e finanziamenti illeciti che lo scorso maggio ha portato a 43 misure cautelari, sapeva di essere nel mirino dei magistrati. In una conversazione intercettata cerca di concordare versioni da fornire a giornalisti e magistrati. "Comunque oggi io dirò che non ho mai preso 17k (17mila euro, secondo l'accusa, ndr), non ho mai avuto consulenze con Afol né di società a me collegate che non esistono...", dice rivolgendosi a Maria Teresa Bergamaschi.  All'amica con cui secondo la ricostruzione, tesse affari nel gennaio scorso consiglia di utilizzare "Telegram che è più comodo" e consente la distruzione dei messaggi, quasi a comunicare la paura di essere intercettata.

Secondo la ricostruzione, la Comi suggerisce anche di non rispondere a telefonate 'sospette': "Se dovessero chiamarti non rispondere né al telefono, né agli sms poi ti spiego".  "Dall'esame degli elementi indiziari (...) emerge la peculiare abilità che l'indagata Comi ha mostrato di aver acquisito nello sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze al fine di trarre" dal ruolo pubblico "di cui era investita per espressione della volontà popolare il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità". Lo scrive il gip di Milan Raffaella Mascarino nell'ordinanza di arresto.

 
 
 
 
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