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Operazione antimafia,
emessi 21 provvedimenti

di :: pubblicato il 17 settembre 2020 08:21 :: aggiornato il 18 settembre 2020 17:31

carabinieri archivio

carabinieri archivio

Dalle prime luci dell'alba oltre 100  Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, nelle province di  Catania, Milano e Lecce, su delega della Procura Distrettuale etnea,  hanno esegutio un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei  confronti di 21 persone, indagate, a vario titolo, per i reati di  associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico  illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze  stupefacenti, estorsione e lesioni pluriaggravate, tutti reati  commessi con l'aggravante del metodo mafioso. L'indagine ha consentito di delineare la posizione apicale di  Benedetto La Motta, 62 anni, referente per la zona di Riposto, nel  catanese, della famiglia etnea di cosa nostra dei Santapaola Ercolano, nonché quella dei suoi più fedeli collaboratori tra i quali il 76enne  Antonino Marano, noto come il 'killer delle carceri'. L'operazione dei Carabinieri si inserisce nell'ambito di una precisa  attività di contrasto avviata d'intesa con la Direzione Distrettuale  Antimafia della Procura della Repubblica etnea e posta in essere  dall'Arma nei confronti della famiglia di 'Cosa nostra' catanese  Santapaola-Ercolano sia nel capoluogo che nell'intera provincia, attraverso l'impiego delle componenti investigative altamente  specializzate per il contrasto alle infiltrazioni del sodalizio nel  settore delle attività economiche, nonché delle Compagnie Carabinieri  per la disarticolazione dei gruppi mafiosi protesi al controllo  diretto del territorio ed alla realizzazione delle ordinarie attività delittuose.

Lo spaccio 24 ore su 24, con una organizzazione del lavoro basata su turni e i pusher pagati 250 euro alla settimana. Dei 22 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, 14 sono stati condotti nelle carceri di Catania, Siracusa, Messina, Caltanissetta, Milano e Lecce, mentre per altri sette indagati il provvedimento e' stato notificato gia' in cella, dove erano detenuti per altri motivi. Per un 22esimo indagato, attualmente all'estero, e' stata avviata la procedura per la richiesta di mandato d'arresto europeo. L'indagine, condotta dai carabinieri della Compagnia di Giarre dal 2017 al 2019, si e' avvalsa anche delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e ha consentito di definire la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli degli indagati. Ricostruito il sistema di gestione delle piazze di spaccio e le modalita' di approvvigionamento e cessione degli stupefacenti: cocaina, marijuana e hashish. L'incasso quotiano dell'organizzazione e' stato quantificato in "diverse migliaia di euro al giorno" e nonostante gli arresti eseguiti nel corso degli scorsi mesi l'organizzazione e' sempre riuscita a riorganizzarsi per proseguire lo spaccio. Uomini di fiducia del clan si occupavano di reclutare i pusher, fornirli di telefoni cellulari e motorini elettrici e corrispondere loro il compenso settimanale. 

 
 
 
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