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Domenica 13 Settembre incontro naturalistico e culturale a Motta Camastra

di :: 11 settembre 2020 17:20

Domenica 13 Settembre incontro naturalistico e culturale a Motta [...]

Domenica prossima 13 settembre interessante incontro naturalistico ambientale e culturale a Motta Camastra (ME). In prossimità del torrente “Zangali”, alle ore 10,30: torna fruibile a seguito di un certosino lavoro di ricerca e recupero l’antica “Trazzera” (retta via) “Luvaredda ” (Olivetto) in territorio  di Motta Camastra (ME). Sentiero molto utilizzato nel corso dei secoli, sia a piedi che con l’asino, per spostarsi tra il fondovalle e il piccolo borgo collinare che si affaccia sulla Valle. Per definizione la “ Trazzera” era così chiamata perché, in epoca medioevale, consentiva di accorciare le distanze; si contraddistingueva per un’estrema povertà strutturale, che collegava insediamenti prevalentemente “in altura”, era spesso in forte pendenza, tortuosa, angusta ed irregolare nelle dimensioni, nei tratti rinvenuti infatti la larghezza oscilla tra i 2,0 e i 3,0 metri.

Un po’ ovunque, all’interno della Valle, le vie di collegamento apparivano come delle mulattiere, percorribili a piedi o a dorso di un cavallo (privilegio dei personaggi più insigni) o di muli; con il Medioevo era, infatti, caduto quasi in disuso il trasporto tramite veicoli a ruote e, d’altra parte, le ridotte dimensioni delle strade non avrebbero permesso in molti tratti il passaggio di carri. Con il finire del periodo medioevale, la Trazzera, diventò al servizio dei pellegrini, contadini, militari (non ultimo ebbe un ruolo molto importante durante lo svolgimento della cruenta battaglia di Francavilla del 1719 che vide scontrarsi  sul campo di battaglia l’esercito spagnolo schierato a Francavilla in contrapposizione con quello Austriaco arroccato in collina nella Roccaforte di Motta Camastra).

Nei secoli a seguire l’instabilità politica e le frequenti variazioni dei percorsi rendevano discontinui e precari gli interventi di manutenzione delle strade, con un lento e graduale processo di abbandono, giunse al suo apice con l’avvenuta “motorizzazione“ dei trasporti che sancì definitivamente l’abbandono d’uso del tracciato. Rovi, vegetazioni spontanee ed erbe infestanti hanno conservato e mantenuto integro il Selciato.

Sono straordinariamente pervenuti ai giorni nostri, un po’ ovunque per il sentiero tratti di  originari di “ basolato” (lastra di origine vulcanica/ calcarea) rinvenibili nei casi in cui all’originario percorso medievale non si sono sovrapposte strutture viarie successive. I tratti più rilevanti sinora individuati: – Straordinario e ad inizio percorso il rudere ben conservato di un antico mulino ad acqua con annesso canale di alimentazione sovrapposto ad una muratura ad Archi per regolare il flusso del fluido motrice sfruttando la pendenza del pendio .

Tracce di un “ corpo di guardia “ (non fortificato), a pochi metri dal punto di partenza del tratto con maggiore pendenza, che fa intuire l’importante ruolo strategico di  questa via di collegamento.

Tutti noi moralmente abbiamo sentito l’ obbligo di un impegno affinché tutto ciò andasse valorizzato sia in chiave culturale che turistica, nel segno di un turismo slow, che apprezza le peculiarità del territorio (auspicando che in futuro possa diventare un ideale percorso di “Barefooting“ o “percorso benessere”) .

L’evento ha lo scopo di promuovere il territorio della valle dell’Alcantara e quello siciliano, valorizzandoli attraverso la divulgazione dei loro aspetti storico-letterari, artistici, ambientali paesaggistici, agricoli e della promozione dei prodotti tipici del borgo medioevale, soprattutto ai fini della promozione tramite la valorizzazione delle bellezze naturali e del paesaggio, compiendo un viaggio tra mare e montagna immersi nella natura con viste mozzafiato.

 
 
 
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